Sicurezza
Provincia, il Tar annulla un concorso
Luciano De Majo
Non furono sorteggiate le domande per la prova orale, che ora va ripetuta
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LIVORNO. Quella selezione interna va rifatta: la graduatoria non vale più. Il Tar ha annullato l'esito di una selezione alla Provincia, accogliendo il ricorso presentato da quattro dipendenti che non erano riuscite a ottenere la progressione verticale. La decisione, presa dalla seconda sezione del Tribunale amministrativo della Toscana, riguarda una parte del ricorso, ma consente comunque di imporre all'amministrazione provinciale di ripetere la prova orale e di far piazza pulita della graduatoria approvata con disposizione del direttore generale della Provincia nel luglio 2007. A presentare il ricorso, nel 2007, sono state quattro dipendenti della Provincia, tutte quante inquadrate all'epoca sotto la categoria C, che non erano riuscite a entrare nel novero dei vincitori della selezione che le avrebbe proiettate nella categoria superiore, la D. Si tratta di Oriana Picchi, Maria Rita Scarponi, Franca Bertone e Daniela Biondi, che hanno fatto ricorso contro la Provincia e nei confronti delle colleghe che invece la progressione l'avevano ottenuta: Irene Nicotra, Alessandra Meini, Giovanna Rossi, Rossella Casali e Cristina Borrini. Il Tar, il cui collegio giudicante era presieduto da Maurizio Nicolosi (a latere l'estensore Pietro De Bernardinis e Bernardo Massari), ha deciso di accogliere, come detto, una parte del ricorso, respingendone altri punti. Nello specifico, i giudici amministrativi hanno ritenuto fondate le lamentele delle ricorrenti quando hanno affermato che non c'è stato il sorteggio delle domande per la prova orale. Che questa regola sia stata violata, scrivono i giudici nella sentenza, «viene pacificamente ammesso dalla stessa Provincia». Da qui, la conseguenza della «illegittimità della proceduta selettiva» ed il «suo conseguente annullamento, limitatamente alla prova orale e agli atti ad essa conseguenti». «In particolare - scrivono ancora i giudici - deve essere annullato il provvedimento contenente l'approvazione della graduatoria, la nomina dei vincitori e la loro assegnazione ai posti messi a concorso». Posti che erano, complessivamente, sei: cinque per amministrativi e uno per tecnico. La notizia della sentenza ha già suscitato le prime reazioni del mondo politico. Sul fronte dell'opposizione, il consigliere del Pdl Benito Gragnoli ha presentato una interpellanza urgente nella quale chiede al presidente di sapere «quali sono le conseguenze organizzative ed economiche derivanti dalla sentenza in oggetto, chi sono i membri della commissione che hanno gestito la prova orale in aperta violazione delle norme di legge come sancito dall'organo giudicante e quali provvedimenti intende intraprendere l'amministrazione nei confronti di tali soggetti». Giorgio Kutufà, presidente della Provincia, sostiene invece che nel giro di poche settimane tutto tornerà regolarmente al suo posto. «Ripeteremo la prova orale - dice - in tempi brevi, stavolta col sorteggio delle domande. E la situazione sarà sistemata. Non è una sentenza così negativa, lo testimonia la compensazione delle spese».
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