Lutto
La Finanziaria le cancella. Federico Pini (presidente della 4) promuove una battaglia nazionale
«Salviamo le Circoscrizioni e rilanciamole»
lu.dem.
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Federico Pini, presidente della Circ. 4 2 MINUTI DI LETTURA
LIVORNO. Parte da Livorno la battaglia per salvare le circoscrizioni. L'ultima Finanziaria ha decretato la fine del decentramento per le città sotto i 250mila abitanti: in mancanza di un correttivo, nel 2014 le circoscrizioni non saranno più elette neppure qua. E Federico Pini, presidente della Circoscrizione 4, la più popolosa fra quelle cittadine, che comprende le periferie est (Leccia-Scopaia) e i quartieri di Colline, Coteto e Salviano, sta mettendo insieme un gruppo di amministratori pronti a chiedere al governo di rivedere la sua decisione. «Possibile che quattro milioni e mezzo di euro l'anno - chiede - cioè il risparmio se questi consigli di circoscrizione fossero soppressi, risolvano il problema dei costi della politica?». L'attacco alle ciroscrizioni non è nuovo. Col governo dell'Unione, il disegno di legge Lanzillotta le definì "facoltative". Adesso Tremonti le cancella direttamente, salvando le città oltre 300mila abitanti (ma qui si chiamano municipi) e la fascia di quelle fra 250mila e 300mila. Pini, esponente del Partito democratico, ha partecipato anche ad alcuni convegni nazionali, stringendo rapporti con presidenti di circoscrizione e con assessori di diverse città, non prima di aver portato all'approvazione del consiglio della Circoscrizione 4 un documento nel quale si esprimono forti perplessità sulla scelta del governo. «Ci sono città di centrosinistra come Ancona, Ravenna e Modena, ma anche di centrodestra come Verona e Brescia - precisa Pini - che sono critiche nei confronti dell'idea di cancellare le circoscrizioni. Molte di loro attendono un segnale da noi livornesi, perchè è giusto che si sappia che il regolamento sul decentramento partorito dal Comune di Livorno a metà degli anni '70 è stato per molte amministrazioni uno spunto importante per modellare il loro decentramento». Il presidente della "4" punta a realizzare un convegno nazionale proprio qui. «Ci stiamo lavorando con gli altri quattro presidenti - dice - perché vogliamo prima di tutto salvare l'esperienza del decentramento. Poi è giusto discutere del ruolo e delle competenze delle circoscrizioni, ma per far questo bisogna che siano vive».
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