Il Tirreno

Livorno

LAMBERTI

Questo voto sarà un'occasione per tutti

Gianfranco Lamberti   capogruppo Confronto

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 Ho ancora nella mente il palchetto in piazza Garibaldi dal quale, tanti anni fa, incitavamo i livornesi a votare per il referendum che consegnava alle donne i valori difesi dalla legge 194. Una storia che viene alla mente raccogliendo, insieme a tanti altri volenterosi delle più diverse appartenenze politiche e culturali, su un banchetto improbabile, le firme per il referendum sull'ospedale a Montenero, ormai sui seimila.  Lo facciamo, a volte, avendo nei pressi del nostro banchetto quelli per le firme per l'acqua pubblica. Una nota simpatica: spalla a spalla, ognuno con le sue firme da vidimare, anche con il mio giovane e bravissimo compagno di banco in consiglio e di banchetti per strada, Lorenzo Del Lucchese dell'Idv.  Non ci vuole molto a capire che, ben al di là di rituali e poco rassicuranti affermazioni buone per ogni dibattito, ciò che spinge a firmare tantissimi nostri concittadini è la voglia di reagire e di essere padroni del proprio futuro. Poter dire la loro al di fuori dei vecchi schemi della vecchia politica. Non è certo antipolitica, anzi il contrario, visto che ci si vuole esprimere su una scelta così importante per la città. Il referendum è di tutti. E' la voglia di far sentire una voce. Ecco l'occasione che cercava il popolo dell'astensione a Livorno. Un rifugio comodo per tanti, ma smentita dal quorum raggiunto facilmente dai referendari. Livorno ha un'occasione, da non perdere, al di là di legittime diversità di opinioni sul nuovo ospedale a Montenero. Un'occasione che non può essere banalizzata: è la prima volta che si verifica a Livorno, una scelta apprezzata e sostenuta perfino dal Difensore civico, che l'ha sottoscritta.  Non si capirebbero forzature, che rischierebbero di essere lette come atti ostili a migliaia di sottoscrittori, oltre che allo stesso consiglio comunale che si appresta a discutere la mozione proposta dal comitato referendario e sostenute da tutte le forze di opposizione. Si può aprire, al contrario, una stagione proficua per la città nella distinzione dei ruoli di ciascuno, ma disponibile al dialogo ed al confronto, lasciando poi che siano i livornesi a scegliere cosa fare, lavorando tutti al successo del referendum, ossia al fatto che vadano a votare in tanti e lo rendano utile.  Il modo migliore per non rassegnarsi alle astensioni e per consentirci di ricordare senza troppa nostalgia quel palchetto in piazza Garibaldi e i tanti che vi si radunavano intorno.

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