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È morto il sociologo livornese Giampaolo Fabris
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Si è spento nella notte, a 72 anni, il noto sociologo Giampaolo Fabris, nato a Livorno e che scelse Milano come città dove vivere e lavorare, ma insegnò in vari atenei italiani, tra cui Trento. Ed è l'Università di Trento a dare notizia della sua scomparsa, esprimendo cordoglio. Ordinario di Sociologia del consumo all'ateneo Iulm di Milano, Fabris è stato docente a Trento, alla facoltà di Sociologia dal 1978 al 1989.
A ricordarlo, sono alcuni dei suoi colleghi e allievi del periodo trentino. "Noto studioso e interprete della società in cui viviamo - commenta Giovanna Gadotti, docente alla facoltà di Sociologia di Trento, dove fu sua allieva - Fabris ha dato un contributo fondamentale nello studio del cambiamento sociale con particolare riferimento ai suoi effetti sui comportamento di consumo. Il suo nome si lega anche alla società di ricerca Gpf&Associati, un osservatorio che gli ha consentito di monitorare e interpretare le nuove tendenze socio-culturali".
"Il suo lavoro all'Università di Trento ebbe inizio con un incarico affidatogli da Franco Alberoni - ricorda il prorettore Antonio Schizzerotto - per occuparsi di Sociologia dei consumi, uno studio che egli portò avanti in modo pionieristico e innovativo. Dimostrò infatti la valenza dei consumi come strumento per leggere la società, come espressione di stili di vita, modi e rappresentazioni di sé e della propria appartenenza a gruppi sociali. Fu tra i primi, inoltre, a proporre una mappa dei consumi come strumento per leggere i comportamenti sociali e anche ad occuparsi in modo sistematico di comportamenti sessuali".
A ricordarlo, sono alcuni dei suoi colleghi e allievi del periodo trentino. "Noto studioso e interprete della società in cui viviamo - commenta Giovanna Gadotti, docente alla facoltà di Sociologia di Trento, dove fu sua allieva - Fabris ha dato un contributo fondamentale nello studio del cambiamento sociale con particolare riferimento ai suoi effetti sui comportamento di consumo. Il suo nome si lega anche alla società di ricerca Gpf&Associati, un osservatorio che gli ha consentito di monitorare e interpretare le nuove tendenze socio-culturali".
"Il suo lavoro all'Università di Trento ebbe inizio con un incarico affidatogli da Franco Alberoni - ricorda il prorettore Antonio Schizzerotto - per occuparsi di Sociologia dei consumi, uno studio che egli portò avanti in modo pionieristico e innovativo. Dimostrò infatti la valenza dei consumi come strumento per leggere la società, come espressione di stili di vita, modi e rappresentazioni di sé e della propria appartenenza a gruppi sociali. Fu tra i primi, inoltre, a proporre una mappa dei consumi come strumento per leggere i comportamenti sociali e anche ad occuparsi in modo sistematico di comportamenti sessuali".
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