Gioco
Alla Camera di Commercio dati e idee a confronto per un piano strategico
Il turista fantasma
Roberto Riu
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Roberto Martorella direttore della Confesercenti Più presenze, ma l'accoglienza deve migliorare
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LIVORNO. "La nostra è una città turistica?" questa è la domanda che aleggiava durante il convegno svoltosi ieri pomeriggio in Camera di Commercio: un incontro promosso appunto dalla Confesercenti per mettere a confronto le posizioni, le idee e le aspettative dei vari enti territoriali sul tema del turismo a Livorno. Un giro d'orizzonte che ha visto gli interventi dell'assessore Paola Bernardo, del presidente provinciale Giorgio Kutufà, del presidente della Camera di Commercio Roberto Nardi, del presidente della Port Authority Roberto Piccini e del commissario APT Claudio Bini, mentre a moderare il dibattito era il direttore del Tirreno Roberto Bernabò. La discussione è partita dalla descrizione della realtà livornese studiata dal prof. Alessandro Tortelli del Centro Studi Turistici di Firenze: un'analisi che prende in esame l'ultimo decennio nel quale si sono verificato importanti mutamenti nell'assetto del turismo globale con il forte sviluppo di Internet e con l'esplosione del fenomeno "Low Cost", oltre ad un profondo cambio di significato del viaggio: da turismo di "destinazione" a turismo di "motivazione". Partendo dai numeri e dal piano strategico di sviluppo turistico della Provincia per il periodo 2011-2013 si snoda quindi la proposta per lo sviluppo dei flussi turistici nella nostra città attraverso un opportuno livello di immagine ed uno sviluppo dell'accoglienza e di nuove iniziative attrattive: un'evoluzione in senso turistico della nostra città, una vera sfida per il futuro che non può comunque prescindere da un'integrazione sinergica dei vari enti territoriali (Provincia, Comune, etc.) ciascuno dei quali ha poi squadernato il proprio contributo per cercare di mettere a frutto l'imponente flusso di passeggeri e crocieristi già esistente e possibilmente incrementarlo: un flusso che però al momento ci passa in larghissima parte praticamente sotto il naso traendone così un esiguo ritorno economico. Si è parlato così della valorizzazione delle due fortezze medicee, del programma PIUSS per il restauro di varie emergenze architettoniche livornesi, della riqualificazione dei Fossi e della Venezia, di nuovi accosti per le navi da crociera e del porto turistico. Ma si è pure accennato alla necessità ad un certo cambio di mentalità per ora non molto versata nei confronti dell'accoglienza turistica. Sta di fatto, comunque, che sebbene non ci si trovi all'anno zero, parecchio ritardo è stato accumulato. Una constatazione da cui è partito il direttore di Confesercenti, Roberto Martorella, per il quale l'elemento chiave è "fare sistema" per ricuperare il tempo trascorso. «Intanto sono importanti - spiega Martorella - il piano turistico triennale ed il piano strategico di sviluppo del territorio provinciale avviati dalla Provincia, come pure le altre iniziative promosse dagli altri enti. Nel frattempo però - continua il direttore di Confesercenti - bisogna creare un tavolo permanente, una cabina di regia, la si chiami come si vuole, fra le varie istituzioni del territorio che si occupi costantemente del turismo a Livorno. Come pure bisogna stilare e promuovere un calendario degli eventi, cosa che sino ad oggi non è mai riusciti a fare».
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