Il Tirreno

Livorno

«La collina frana sulle case»

Chiusa la strada delle Sorgenti: giù un costone di 30 metri

3 MINUTI DI LETTURA





 COLLESALVETTI. Le piogge torrenziali hanno svegliato la collina. E la collina si è mossa, è scesa sulle strade e ha invaso i giardini delle case. Ieri notte, dopo una domenica di nubifragio, è venuto giù il costone che fiancheggia la strada provinciale delle Sorgenti, che è stata chiusa al traffico. Nel tratto delle Panzane, tra Nugola e l'Emilia, tonnellate di detriti e alberi hanno invaso la carreggiata, aprendo una ferita nella collina di una trentina di metri. Già domenica pomeriggio un'altra strada era stata sepolta da una frana, ancora a Nugola: via della Cerreta, che collega il paese con Guasticce.  Ma il punto che desta maggiore allarme è un altro: in via degli Ulivi, una schiera di villette costruite ai margini del bosco è minacciata da una frana. La collina in movimento incombe su decine di famiglie. «Eravamo a guardare la partita, domenica pomeriggio, e abbiamo avuto come un presentimento. Pioveva forte. Ci siamo affacciati alla finestra e abbiamo visto la collina venire giù. Stava franando tutto» racconta, ancora spaventata, una coppia che abita nelle villette di via degli Ulivi.  Sarno, Ventotene, Messina: non c'è da scomodare paragoni inquietanti per avere paura. A spaventare basta la vista della piaga che si è aperta nel pendio della collina. Le villette sono proprio sotto. La frana ha travolto la rete di recinzione che era stata messa per trattenere la montagna, rete che è stata trascinata fin dentro il giardino retrostante delle villette. Nel giardino ci sono ancora tracce di fango, sul pavimento e sugli scalini, «ma domenica qui era tutto allagato» spiega Stefano Masi, un residente. L'acqua filtra nel terreno, passa sotto la casa e sbuca nei garage che danno sul lato opposto. «Domenica zampillava dal muro come da una sorgente».  Le villette sono state costruite nel 1986 e ora viene il dubbio che non sia stato ben valutato il rischio idrogeologico della zona. Sono state costruite nel bosco e il bosco si vendica, cerca di recuperare lo spazio che gli è stato sottratto. «Quando piove, scende giù un'acqua giallastra, è il terreno che si sfarina. Vede lassù quegli alberi? Sotto le radici non hanno più terreno e quando tira vento fanno paura. Ho inviato esposti su esposti per farli potare ma nessuno è intervenuto» protesta un altro residente. «L'anno scorso, a febbraio, la collina è franata nel mio giardino, ho dovuto costruire una barricata a mie spese».  La collina che è franata è la stessa che, dal lato opposto, è crollata su via della Cerreta. La strada che porta a Guasticce 100 metri dopo la scuola di Nugola è interrotta. Si prosegue a piedi finchè ci si ferma davanti a mezzo metro di terra, frasche e un leccio che troneggia nel mezzo, in piedi. Il fronte franoso è di trenta metri da un lato e di una ventina dall'altro.  A 500 metri di distanza, un'altra frana, a sottolineare che è Nugola il posto dove più si è accanita la bomba d'acqua. La parete della collina ha invaso la strada provinciale delle Sorgenti alle Panzane. L'allarme è stato dato domenica intorno a mezzanotte. La frana ha trascinato sulla carreggiata un grande tronco, che si è messo di traverso, rami e terra. Che fosse un punto a rischio lo segnalava del resto anche un cartello, ben visibile cento metri prima della salitella delle Panzane: rischio frane, appunto. Quasi un presagio. (c.m.)

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Italia

Milano, scontri al corteo sul carovita: tavoli e sedie contro la polizia. Ci sono feriti – Disordini anche a Torino e Bologna

di Redazione web