Il Tirreno

Livorno

«Tutti festeggiavano, ma Nannipieri mi fece capire che avevamo perso»

lu.dem.

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 LIVORNO. «Era il 1979 e avevamo appena perso le elezioni politiche. Era la prima sconfitta dopo gli anni delle grandi avanzate. Quei giorni li ricordo come terribili. Poi venne da me Edda Fagni e mi ricordò che dovevamo fare la festa dell'Unità e che c'era da lavorare per questo». Il ricordo di Oriano Niccolai per Edda Fagni è pieno d'affetto e di rimpianto. «Era una compagna straordinaria, tutt'altro che accomodante - la ricorda - ma una persona in grado di dialogare con la gente, di comprenderne le esigenze e di rappresentarle. Dopo quella batosta elettorale per alcuni giorni nella mia stanza della federazione di piazza della Repubblica non si vide nessuno o quasi. Fu lei a risvegliare la situazione. E facemmo una festa bellissima».  Accanto a Edda Fagni, Niccolai ricorda Alì Nannipieri. «Non solo per la battaglia eccezionale che condusse per la libertà d'informazione e che portò a requisire la tipografia del Tirreno», dice. L'episodio che Oriano Niccolai rievoca, legato al sindaco degli anni '70, riguarda un dopo-voto: «Passate le elezioni, nelle quali il Pci aveva guadagnato punti percentuali, venne a trovarmi e mi disse che, una volta fatto il manifesto della vittoria, dovevamo ragionare seriamente. "Caro Oriano", mi mancano duemila teste, mi disse Alì Nannipieri: il corpo elettorale cominciava ad assottigliarsi e, pur andando bene in percentuale, avevamo perso voti. E' del rigore di analisi come questa che, onestamente, un po' oggi sento la mancanza».

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