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LOPINIONE
Un salotto sul mare: perchè rovinarlo?
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Rieccoci a parlare di piazza Sant'Jacopo. Una splendida piazzetta con una chiesa dalle origini medioevali in facciata, un monumento settecentesco, quello a Pietro Leopoldo a sinistra e, da un lato, il luccicante mare livornese. L'Accademia Navale alle spalle. Uno di quei posti che, nella sua deliziosa, romantica dimensione si offrirebbe agli innamorati per tenersi per mano al tramonto e ai pittori come soggetto di rara qualità. Wikipedia, che ormai tutti conoscono, dice non a torto che Sant'Jacopo "è una delle chiese più caratteristiche di Livorno per la sua postazione altamente scenografica". Ed è vero. Vista dal mare è ancora più suggestiva, un luogo unico. Ma parliamo della piazza. Come si sa, una delle funzioni principali delle piazze è sempre stata quella di luogo di ritrovo e di incontro. Siamo andati a rivedere una vecchia foto d'epoca nella quale si vedono persone gioiose che escono da messa e che usano lo spazio per godere della meravigliosa ubicazione della piazza con il mare vicino, l'aria pulita e il rumore delle onde che si infrangono sugli scogli. Oggi cos'è successo? Che purtroppo questo ampio spazio è utilizzato per parcheggiare veicoli di ogni tipo, finendo per denaturare la funzione socializzante della piazza medesima: rumore, smog, impossibilità da parte dei pedoni di attraversare, costringendoli ad un vero e proprio slalom tra auto e motorini in sosta. Inoltre le auto rappresentano un ostacolo visivo che impedisce ai monumenti e al mare di mostrarsi nella loro piena integrità formale. L'incomprensibile affollamento di veicoli ne violenta sia l'estetica che la funzione storicamente tramandata. E allora siamo al dunque: auto sì, auto no? Non crediamo vi siano dubbi sul fatto che la piazza possa essere più bella e più fruibile senza auto. E i titolari della "baracchina" lo hanno sicuramente intuito. Lo spazio si presterebbe non solo per la sua naturale bellezza ad essere più frequentato ma anche per organizzarci eventi musicali, cabaret ed altri eventi che attirerebbero ancor più persone. Tanto per fare un esempio, le caffetterie sulle mura urbane lucchesi hanno parcheggi piuttosto lontani eppure sono sempre piene di gente. Lo stesso accade in Corso Italia a Pisa e in gran parte delle aree pedonali cittadine della Toscana, ma, diciamolo pure, d'Europa. No, il problema non è quello di pedonalizzare la piazza ma, come spesso accade, di comunicazione tra istituzioni e cittadini. Se si fosse aperto un tavolo di confronto con chi sulla piazza ci vive e ci lavora quotidianamente, probabilmente non si sarebbe arrivati a questo punto. Ma come quasi sempre accade, quando le scelte si "notificano", apprendendole ancor peggio dai giornali, ecco che la rabbia sale prevalendo su tutto. Certo, dovrà essere trovata una soluzione tecnica, benché non ci risulti che i livornesi siano particolarmente affetti da problemi deambulatori tali da non poter fare due passi in più per andare a prendere un caffè in uno dei luoghi più belli della nostra città. Paolo Rognini Docente di Ecologia Urbana e Sociale Università di Pisa
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