Il Tirreno

Livorno

«Sentivo mia sorella gridare mentre lui le dava calci e pugni»

Francesca Rapposelli
La vittima è stata colpita anche mentre era a terra
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La vittima è stata colpita anche mentre era a terra

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 LIVORNO. «Lei ha gridato quanto più poteva per chiedere aiuto, e nostra madre l'ha sentita. Per fortuna ha l'abitudine di aspettare in piedi che lei rientri, così ha svegliato il babbo, che si è precipitato giù per le scale, al punto da lacerarsi il tendine d'Achille».  A parlare è la sorella della ragazza di 22 anni aggredita in piazza XX Settembre nella notte tra venerdì e ieri. Ancora scossa dalla brutta nottata vissuta dalla sua famiglia, la giovane racconta la terribile esperienza: «Erano circa le 4 del mattino, mia sorella rientrava dopo una serata passata fuori. Mentre legava la bicicletta e la metteva in sicurezza col lucchetto, si è accorta di un motorino, che si è fermato poco più avanti. Non vi ha prestato particolare attenzione, non ha neppure notato il colore della carrozzeria, ma è certa che fosse uno scooterone, un 125 probabilmente. Ha aperto il portone, è entrata nell'androne, ma quando s'è girata per richiuderlo un ragazzo l'ha trattenuto. Quel tipo quindi l'ha seguita. Ma lei non si è preoccupata, ha pensato che fosse un inquilino del palazzo».  Passano pochi istanti e la situazione precipita. «Poco dopo, però - continua la sorella della vittima - l'uomo le ha ordinato di avvicinarsi e le si è scagliato contro. Poi, l'ha colpita al volto con due pugni facendola cadere. Quindi l'ha tenuta ferma con la forza e le ha fatto sbattere la fronte su un gradino». Impaurito dalle urla della figlia, il padre della vittima è sceso con tanta foga da cadere e farsi male al piede. Dolorante, non ha potuto rincorrere l'aggressore, che appena ha visto arrivare qualcuno è scappato. Ma il babbo l'ha visto nitidamente in faccia. «Mia sorella chiede che sia divulgata la descrizione accurata dell'uomo che l'ha aggredita. Non vuole che altre ragazze vivano la brutta esperienza che è toccata a lei. Non c'è stata violenza sessuale, ma di certo non è stata una bella vicenda. E probabilmente sarebbe finita molto peggio se qualcuno non fosse accorso alle sue grida».  La descrizione del maniaco sembrerebbe simile a quella data dalla donna aggredita in via Mentana. «L'aggressore ha la carnagione scura, sembrerebbe di nazionalità sudamericana, di certo non è africano - continua la sorella - È alto all'incirca 175-180 centimetri ed è di corporatura robusta. Ha i capelli molto corti, gli occhi dalla forma allungata e la testa piuttosto grande, sproporzionata rispetto al resto del corpo. E' molto giovane, di sicuro ha meno di 30 anni. C'è un altro particolare, ha un piercing sul sopracciglio, una bacchetta chiusa con due palline, ma mia sorella non ricorda se fosse sul destro o sul sinistro. Non indossava cappelli, nè cappucci, ha invece un viso pulito, nulla che alla sua vista lasci presagire cattive intenzioni. Speriamo che le forze dell'ordine intensifichino i controlli e riescano a catturarlo, ridando tranquillità alle donne che di sera sono costrette a girare da sole. O almeno mia sorella spera che, grazie alla diffusione della descrizione del maniaco, le altre ragazze riescano a scappare in tempo prima che questi riesca ad assalirle».

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di Redazione web