La protesta
PROTEZIONE CIVILE
Niente smottamenti ma il meteo mette ancora paura
2 MINUTI DI LETTURA
LIVORNO. Non c'è un allerta meteo ufficiale da parte della Regione (ma non c'era neppure nei giorni scorsi): eppure funzionari, tecnici e volontari della Protezione civile hanno gli occhi spalancati sul rischio frane. «Il terreno - viene spiegato - è così gonfio di acqua da esserne sovrasaturo, alla pioggia non resta che scivolare in superficie». E se fino a ieri pomeriggio a Palazzo civico si attendeva l'arrivo dell'alba successiva per tirare un sospiro di sollievo, le ultimissime previsioni si sono fatte più incerte: le immagini da satellite indicano una coda di perturbazioni proprio sulla Toscana e la possibilità che il miglioramento meteo slitti di 12 ore. In tal caso, i sopralluoghi si ripeteranno anche oggi alle 9, alle 15 e alle 21. Leonardo Gonnelli, responsabile della Protezione civile municipale, incrocia le dita: «Per ora, comunque, non ci sono problemi di stabilità». E allora i guai dove stanno? Nel fatto - aggiunge - che si è modificato l'identikit delle piogge: il continuo alternarsi di pioggia fitta e sole improvviso sta sottoponendo a stress i terreni più fragili. I tecnici comunali dovranno preparare un "report" da consegnare alla giunta per mettere in evidenza la mappa dettagliata dei luoghi dove più alto è il rischio di smottamenti: in particolare, a quanto è dato sapere, nella zona di Montenero (ma non solo). Entro breve dovrebbero partire i lavori commissionati dalla congregazione vallombrosana per piazzare speciali pompe drenanti a monte dell'aula mariana. Ma se Montenero è così fragile, non è un guaio anche per l'idea di collocare lì il nuovo ospedale? Gonnelli nega: «La zona dell'aula mariana e quella del Pascoli sono differenti per pendenza ma anche per tipologia geologica: formazione detritica la prima, argilliti la seconda».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google