Il Tirreno

Livorno

Meloria, 2100 sub contro i divieti

Donatella Lascar
L’assemblea dei pescatori sub al Golf Hotel di Tirrenia
◗
L’assemblea dei pescatori sub al Golf Hotel di Tirrenia

Pronti a fare il ricorso al Tar: «Noi vittime di una discriminazione»

3 MINUTI DI LETTURA





 LIVORNO. I pescatori in apnea hanno deciso di opporsi all'ennesima discriminazione subita dopo l'istituzione dell'area protetta Secche della Meloria. Infatti in nessuna delle due aree immediatamente adiacenti alla fascia A divenuta riserva integrale è possibile praticare la pesca in apnea. La tutela dei diritti dei pescatori in apnea per la prima volta passa attraverso un ricorso al Tar o della Toscana o del Lazio, a seconda della procedura che lo studio Bonelli Erede Pappalardo del foro romano vorrà seguire. Per tale scopo il 12 maggio si è costituita l'Associazione Ambiente Meloria Pesca in Apnea (A.A.M.P.I.A) che con il tesseramento sosterrà economicamente questa iniziativa. Le 2100 firme raccolte inizialmente con l'idea di promuovere una petizione per rivendicare i loro diritti sono andate invece a sostegno del ricorso al Tar trasformandosi in una informativa finendo sul tavolo del ministro dell'ambiente Prestigiacomo, del presidente della Regione Toscana, dei presidenti delle Provincie di Pisa e Livorno e dei rispettivi sindaci oltre che del presidente dell'Ente Parco di San Rossore. Se il ricorso verrà accettato, il divieto di pesca sub sarà sospeso e la Meloria potrà essere nuovamente accessibile ai pescatori in apnea.  Di questo si è parlato nell'assemblea indetta dai pescatori dell'Aampia giovedì sera al Golf Hotel a Tirrenia. Oltre un centinaio i partecipanti, a conferma della mobilitazione dei pescatori in apnea.  Un successo in questo procedimento amministrativo potrebbe costituire un precedente per il futuro e rimettere in discussione anche i divieti già esistenti. «Non riusciamo a comprendere la discriminazione di cui siamo oggetto - dice Paolo Albelli, presidente della neonata associazione - Il nostro rapporto con il mare è fatto di profondo rispetto sia nei confronti dell'ambiente nel quale ci immergiamo che nei riguardi delle prede. La nostra è una disciplina portata per sua natura ad effettuare una scelta consapevole nei confronti dei pesci da prelevare. Chi si avvicina a questo sport infatti, deve condurre un'esistenza da atleta dove i limiti sono la prima cosa da conoscere e tenere presenti. Primo tra tutti, ad insegnare in quale modo vivere questo sport - conclude il presidente - è stato Massimo Scarpati, campione mondiale di pesca in apnea appartenente anche al nostro consiglio direttivo, che ha avviato tutti verso pesche selettive con un massimo di due pescate per ogni specie». E' molto probabile, sostengono alcuni associati, che le resistenze nel riconoscere la non pericolosità di questo tipo di pesca sia dovuta anche al fatto che il numero dei tesserati di pescatori in apnea, circa 14 mila, è di molto inferiore rispetto a quello dei cannisti che si aggira intorno ai 240mila.  Un altro aspetto da tenere presente è tutto l'indotto economico che ruota intorno a questo sport. Le multe per chi viene colto a pescare in zona vietata vanno dai 1000 ai 6mila euro più la confisca dell'attrezzatura.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Italia

Milano, scontri al corteo sul carovita: tavoli e sedie contro la polizia. Ci sono feriti – Disordini anche a Torino e Bologna

di Redazione web