Il Tirreno

Livorno

Nozze di diamante con la patente

Andrea Puccini
Il tavolo della presidenza all’Assemblea dell’Aci livornese
◗
Il tavolo della presidenza all’Assemblea dell’Aci livornese

L'Aci premia i "Maestri" che guidano l'auto da 60 anni e gli altri veterani

3 MINUTI DI LETTURA





 LIVORNO. Maestri di vita e di guida. Sono ultrasessantenni del volante, quelli premiati dall'Automobile Club Livorno nell'elenco dei propri affiliati di città e provincia con maggiore anzianità di patente e richiamati come ogni anno dal contesto del consueto appuntamento con l'assemblea dei soci. Un festoso meeting che ha rinnovato il proprio cerimoniale riservato agli automobilisti veterani e che per l'edizione 2010 ha però comportato anche una sostanziale novità, visto che la riunione presieduta dal Presidente Franco Pardini, affiancato dal vice Marco Fiorillo, dal Direttore Ernesto La Greca, dal consigliere Riccardo Heusch e dal numero uno del Collegio dei Revisori dei conti Paolo Bassani, si è tenuta nello splendido scenario del Castello Pasquini di Castiglioncello. Proprio nei locali della prestigiosa sede sono stati ben nove gli insigniti in qualità di 'senior' con il prezioso documento rosa in tasca.  Tra loro, l'unica esponente femminile presente nel lotto dei Maestri: Anna Rosa Penco, patentata dal 1949, ha fatto compagnia ad appena altre due colleghe più giovani inserite nel lotto complessivo dei premiati.  Un lungo elenco nel quale si è spaziato partendo dalle ben più affollate categorie di Veterani e Pioneri della Guida, vale a dire gente capace di guidare da almeno 40-50 primavere.  Il più esperto di tutti presente in sala era certamente Francesco Miglioranza, infilatosi in auto al volo a 18 anni compiuti, quando l'eco della Seconda Guerra Mondiale si era spento da pochissimo. «Guido dal'46 e da 64 anni suonati - racconta l'arzillo esponente della terza età, brillante anche una volta sceso dalle quattro ruote - Feci pratica a Scuola Guida su una 500 decappottabile e mi servì decisamente, visto che fino a 20 anni ho lavorato come autista. Un'esperienza che arricchì il mio feeling con l'auto e mi permise di mettere qualche soldo da parte per acquistare la mia prima vettura, seppur usata: la mitica Topolino».  Da allora, Miglioranza ne ha fatta decisamente di strada, considerate anche le sue origini cosmopolite: l'anagrafe lo vuole nato ad Agrigento da mamma spagnola, cresciuto nel corso dell'infanzia a Lecce, trasferitosi a Livorno e poi spedito anche in giro per il mondo vista la sua carriera militare in qualità di ufficiale dei paracadutisti dov'è stato anche uno dei fondatori del celebre Nono Battaglione. «In realtà però, non sono un maniaco schiavo dell'auto - tiene a precisare - Fino ad oggi, non ho mai cambiato troppi modelli. Attualmente guido una Renault Modus e sono assai prudente: l'unico incidente che mi ha visto coinvolto è stato per giunta con un'ambulanza che viaggiava di fretta e guidata da un autista che era in prova».  Un uomo di mondo che sa gustarsi il piacere del viaggio e della guida: «Tant'è che da quando ho scoperto la comodità delle marce automatiche dopo una visita ad un nipote negli Stati Uniti, non sono più tornato al cambio manuale - confida Miglioranza - Un sistema più sicuro e più tranquillo».  Molto particolare anche la storia personale di un altro Maestro, quel Vinicio Bachini livornese doc che si è laureato automobilista precisamente 60 anni fa. «E nel frattempo, ho perso il conto di quante vetture ho preso e lasciato. Eppure il mio approccio con le strade non fu dei migliori - ride sotto i baffi il nonno, accompagnato sul palco per l'occasione speciale dai due nipotini entusiasti Gualtiero e Gianluigi, rispettivamente di 4 anni e 18 mesi - Conseguii la patente durante la leva militare per poter salire sul carroarmato, poi comprai una 500 panoramica ma non mi accorsi subito che aveva la guida all'inglese. Solo dopo quasi un anno che cambiavo con la mano sinistra ed avevo più volte meditato dubbi sul perché formassi una coda tutta mia nell'altra carreggiata, compresi l'errore. Fino ad allora nessuno mi aveva mai detto niente: chissà quanti hanno creduto che fossi uno straniero...»

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Gioco

Superenalotto, i numeri vincenti di oggi – Jackpot da 41,9 milioni di euro

di Redazione web