Sicurezza
Frangerini chiede i danni al Comune
Alessandro Guarducci
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Stefano Frangerini mostra il suo progetto. Uno scorcio dello chaletLa vicenda del (mancato) restauro dello Chalet della Rotonda d'Ardenza si aggiunge di un nuovo capitolo. È stato notificato a Palazzo Civico il ricorso al Tar che l'associazione temporanea di impresa Frangerini/Engineering ha presentato contro la revoca dell'aggiudicazione dei lavori disposta dall'amministrazione comunale
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LIVORNO. La vicenda del (mancato) restauro dello Chalet della Rotonda d'Ardenza si aggiunge di un nuovo capitolo. Proprio ieri, infatti, è stato notificato a Palazzo Civico il ricorso al Tar che l'associazione temporanea di impresa Frangerini/Engineering ha presentato contro la revoca dell'aggiudicazione dei lavori disposta dall'amministrazione comunale alla fine di marzo scorso.
Nel ricorso che è stato depositato dall'avvocato Luciano Barsotti, è stata inserita anche una richiesta di risarcimento danni per circa 300mila euro, la somma cioé che le due società hanno speso per la partecipazione al bando di gara e per la progettazione.
A questo punto - per capire meglio il motivo del contendere - è opportuno ricordare le tappe principali della querelle. La gara per la concessione del recupero dello chalet (e della sua successiva gestione) si era svolta nel novembre del 2007 e l'aggiudicazione all'ati Engineering Service srl - Frangerini srl era avvenuta il 14 maggio 2008. Esattamente un anno dopo, la giunta aveva approvato lo schema di convenzione, e le due società avevano presentato il progetto di restauro e di gestione. A giugno 2009 il Comune aveva chiesto alle società aggiudicatrici le garanzie la documentazione necessaria per la stipula della convenzione, e da allora erano cominciati i problemi. La Engineering ha più volte comunicato formalmente l'impossibilità ad adempiere a questa richiesta a causa dello stato di necessità in cui si trova per i danni subìti dal terremoto: l'azienda ha infatti sede a L'Aquila.
La Frangerini srl ha invece sollevato eccezioni di carattere tecnico e anche riguardanti la definizione dell'orario di apertura della struttura e del parco. Da parte sua il Comune ha più volte sollecitato la firma della convenzione. Fino alla decisione di revocare la concessione per motivi di interesse pubblico. Motivazioni che non sembrano aver convinto le due società che si sono formalmente opposte alla revoca: si deduce, quindi, che Frangerini ed Engineering siano ancora intenzionate a portare avanti il loro ambizioso progetto. Adesso è attesa la risposta del Comune.
Nel ricorso che è stato depositato dall'avvocato Luciano Barsotti, è stata inserita anche una richiesta di risarcimento danni per circa 300mila euro, la somma cioé che le due società hanno speso per la partecipazione al bando di gara e per la progettazione.
A questo punto - per capire meglio il motivo del contendere - è opportuno ricordare le tappe principali della querelle. La gara per la concessione del recupero dello chalet (e della sua successiva gestione) si era svolta nel novembre del 2007 e l'aggiudicazione all'ati Engineering Service srl - Frangerini srl era avvenuta il 14 maggio 2008. Esattamente un anno dopo, la giunta aveva approvato lo schema di convenzione, e le due società avevano presentato il progetto di restauro e di gestione. A giugno 2009 il Comune aveva chiesto alle società aggiudicatrici le garanzie la documentazione necessaria per la stipula della convenzione, e da allora erano cominciati i problemi. La Engineering ha più volte comunicato formalmente l'impossibilità ad adempiere a questa richiesta a causa dello stato di necessità in cui si trova per i danni subìti dal terremoto: l'azienda ha infatti sede a L'Aquila.
La Frangerini srl ha invece sollevato eccezioni di carattere tecnico e anche riguardanti la definizione dell'orario di apertura della struttura e del parco. Da parte sua il Comune ha più volte sollecitato la firma della convenzione. Fino alla decisione di revocare la concessione per motivi di interesse pubblico. Motivazioni che non sembrano aver convinto le due società che si sono formalmente opposte alla revoca: si deduce, quindi, che Frangerini ed Engineering siano ancora intenzionate a portare avanti il loro ambizioso progetto. Adesso è attesa la risposta del Comune.
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