Il Tirreno

Livorno

Il conto del condono 25 anni dopo

Luciano De Majo
Una manifestazione ambientalista contro i condoni
◗
Una manifestazione ambientalista contro i condoni

La dirigente dell'Ufficio: «Tutto normale, a questi cittadini i soldi sono stati già chiesti in passato ma non hanno pagato»

3 MINUTI DI LETTURA





LIVORNO. L'istanza di condono l'hanno presentata nel 1986, o anche nel 1985. Eppure la richiesta di pagamento degli oneri di urbanizzazione relativi alla pratica se la vedono arrivare a casa in questi giorni, più o meno un quarto di secolo dopo. Succede a decine di persone che hanno usufruito del condono uscito nel 1985.

A casa arriva una raccomandata dall'Ufficio edilizia privata-condono edilizio del Comune, che informa della cifra da versare e delle modalità di pagamento e di presentazione delle quietanze. Ci sono 60 giorni di tempo per pagare, dopo di che l'amministrazione procederà ad applicare le maggiorazioni previste dalla legge.

45mila pratiche. Dei tre condoni usciti a livello nazionale (gli altri due portano le date del 1994 e del 2004), quello del 1985 ha sicuramente avuto la maggiore adesione da parte dei cittadini. In città si stima che le pratiche relative a questa legge (la numero 47 del 28 febbraio 1985) siano state oltre 45mila. E anche se per un cittadino normale non può che sembrare sbalorditivo il fatto che un quarto di secolo dopo il Comune sia ancora a chiedere i soldi per il condono, dall'Ufficio edilizia privata spiegano che la cosa è assolutamente normale.

Prescrizione. «So per certo che ci sono Comuni che ancora non hanno messo mano alle pratiche del condono, mentre noi le abbiamo trattate tutte», dice la dirigente dell'ufficio, Susanna Cenerini. La prescrizione in questo caso si concretizza in dieci anni dalla prima richiesta di pagamento. Ciò significa che se una persona si vede arrivare la richiesta di soldi adesso e non ha avuto analoghe lettere dal Comune nei dieci anni precedenti, verosimilmente non dovrà pagare più niente. «Ma in tutti questi anni - dice ancora Susanna Cenerini - i casi di prescrizione si contano sulle dita di una mano. La verità è che le lettere che stanno arrivando, il cui flusso peraltro non si è mai interrotte perché mediamente ne partono una settantina alla settimana, giungono dopo analoghe richieste inviate a chi ha richiesto il condono, a cui non ha fatto seguito il pagamento». Dal momento che fra i destinatari di queste lettere ci sono molte persone anziane, la cosa migliore da fare, una volta arrivata la raccomandata, è rivolgersi all'Ufficio edilizia privata del Comune per verificare se davvero il pagamento non c'è stato (chi ha pagato potrà presentare le ricevute) e se si configura la possibilità di prescrizione.

«Efficienti». Il Comune di Livorno ha dato vita a un apposito progetto, fra il 2001 e il 2004, per smaltire l'arretrato relativo al condono del 1985. Di certo, l'amministrazione non ha compiuto altri passi quando si è accorta, nel corso degli anni, che i pagamenti chiesti a chi ha scelto il condono non arrivavano. «In quel caso - dice ancora la dirigente - l'Ufficio ha trattenuto la concessione, senza rilasciarla a chi ne aveva fatto richiesta. Col passare del tempo, succede che le concessioni poi vengono chieste soprattutto da parte di chi intende vendere la casa. Negli anni scorsi sono state vendute case anche col condono pendente, adesso invece questo non succede più. Perfino quando si presenta la necessiutà di fare i lavori viene richiesta la regolarità della documentazione relativa ai condoni di cui si è usufruito».

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Gioco

Superenalotto, i numeri vincenti di oggi – Jackpot da 41,9 milioni di euro

di Redazione web