Il Tirreno

Livorno

Finti carabinieri rapinarono una squillo: in manette

Lara Loreti
Finti carabinieri rapinarono una squillo: in manette

Secondo la polizia, si erano spacciati per investigatori alle prese con un caso di rapimento, ma poi avevano derubato la donna, un'ungherese di 35 anni, nel suo appartamento

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LIVORNO. Si erano spacciati per carabinieri, impegnati in una complessa indagine su un rapimento, ma poi si erano rivelati rapinatori. E così, con l'inganno, lo scorso settembre i due si erano intrufolati in casa di una prostituta ungherese di 35 anni, in via del Marzocco, e l'avevano derubata di 3000 euro. Poi erano scappati, lasciando la donna sotto choc, in lacrime, e dicendo che sarebbero tornati a breve. In realtà non avrebbero mai più rimesso piede a Livorno. Ieri mattina due persone sono state arrestate dalla squadra mobile livornese a Torino.

Secondo gli investigatori labronici, coordinati dal dirigente Marco Staffa, sono loro ad aver rapinato la prostituta. A finire in manette, per decisione del gip Paola Caporali, su richiesta della pm Fiorenza Marrara, Danilo Priolo, 46 anni, nato a Catania, ma residente a Torino, e Massimo Calo, torinese di nascita, 37 anni, residente a Leinì (Torino). Entrambi sono agenti immobiliari ed entrambi sono già conosciuti alle forze dell'ordine. Devono rispondere, in concorso, dell'accusa di rapina aggravata, usurpazione aggravata di funzioni pubbliche e possesso di segni distintivi contraffatti. Alla donna infatti avevano mostrato dei tesserini al fine di spacciarsi per militari. Secondo la polizia, era stato Priolo per primo a presentarsi a casa della squillo, dopo una telefonata in cui s'era spacciato per un cliente. Arrivare a loro per gli investigatori non è stato facile.

Grazie alla testimonianza della vittima, gli agenti hanno costruito due identikit, poi elaborati dal reparto specializzato di Firenze. Profili che poi sono stati diffusi in tutte le questure d'Italia. La prima a rispondere è stata quella di Milano, dove i due, secondo la polizia, avevano colpito a ottobre, mettendo a segno una rapina. Dal riconoscimento fotografico di Priolo, poi la polizia è risalita anche al complice. I due da stamani sono in carcere a Torino. Sono stati presi nelle rispettive case.

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