La protesta
Rossignolo disegna la Tosca e punta su Termini Imerese
Cristiano Meoni
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Ecco Tosca la prima vettura targata De Tomaso che sarà realizzata a Livorno 2 MINUTI DI LETTURA
LIVORNO. Ci acconteremmo di vedere un bullone, vero. Invece ecco l'ennesimo annuncio: Rossignolo è in pole position per rilevare lo stabilimento Fiat di Termini Imerese, dove vuole mettersi a fare concorrenza alla Mini nel settore delle vetture compatte. Un progetto ambizioso, di cui ha parlato ieri «Il Giornale». Quasi una provocazione per i 150 ex-dipendenti della Delphi che attendono ancora di cominciare i corsi di formazione per imparare a costruire le macchine. «Siamo contenti che Rossignolo abbia grandi progetti: facciamo però presente che noi abbiamo firmato con l'azienda un accordo che prevedeva l'avvio della formazione a maggio e ancora non si vede niente. Non ce la facciamo più a tenere i lavoratori a 700 euro al mese di cassa integrazione» protesta Enrico Pedini, sindacalista della Fiom Cgil. I manager della De Tomaso hanno visitato lo stabilimento di Termini Imerese e hanno rimesso una proposta a Investitalia, l'advisor del governo che ha in mano le sorti della fabbrica siciliana. Rossignolo vorrebbe farne il terzo stabilimento della De Tomaso, dopo Torino (carrozzerie) e Livorno (assemblaggio), specializzando Termini Imerese nella produzione di modelli compatti: 30mila anti-Mini l'anno e 8mila anti Bmw-X1. A Livorno e Torino, invece, De Tomaso si concentrerà sulle produzioni di alta gamma: la crossover sarà la prima ad essere presentata, al Salone dell'Auto di Ginevra del marzo 2011, e si chiamerà Tosca come omaggio alla Toscana e a Livorno. Il designer Lorenzo Preti ne ha anticipato le linee e il modello è consultabile sul web (vedi sopra). Tosca sarà prodotta in 3000 esemplari l'anno, seguiranno una una berlina sportiva di lusso (altri 3000) e una coupè (2000). Questi i progetti. Ma la realtà è ben diversa e dice che l'ingranaggio che dovrà partorire entro marzo il prototipo da presentare a Ginevra non è ancora partito. Non si sbloccano, infatti, i fondi governativi necessari per la formazione dei mille operai di Torino e dei 150 di Livorno. E c'è più di un timore che l'imprevisto ritardo possa sconvolgere il "timing" della prima vettura, che prevedeva l'avvio dei corsi di formazione a maggio e della produzione a gennaio. Sono in corso serrati contatti tra le due Regioni (Piemonte e Toscana), l'azienda e i ministeri del lavoro e dello sviluppo economico per trovare un modo per aggirare le complesse normative che impediscono un affidamento diretto di risorse pubbliche alla De Tomaso. «Comprendiamo tutto ma noi non siamo più disposti ad aspettare» dicono però al sindacato. «Domani diremo ai lavoratori come stanno le cose e ciascuno si prenderà la sua parte di responsabilità». Si prevede un'assemblea calda.
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