Gioco
Porto 2000, Bruno Lenzi rivuole i suoi quadri e ricorre alla Cassazione
◗
I quadri ancora sotto sequestro alla Porto 2000 I suoi avvocati hanno fatto ricorso perché non erano a conoscenza della confisca. E ora hanno chiesto di annullare il patteggiamento
3 MINUTI DI LETTURA
LIVORNO. Bruno Lenzi punta all'annullamento della sentenza di patteggiamento che ha concordato con il giudice ormai diverse settimane fa. I legali di Lenzi, gli avvocati Enrico Marzaduri e Riccardo Carloni, ottennero il consenso del pubblico ministero Massimo Mannucci su una pena di quattro anni. Ma adesso hanno deciso di ricorrere in Cassazione, perché non sono d'accordo col sequestro preventivo finalizzato alla confisca dei quadri dello stesso ex presidente della Porto di Livorno 2000. La partita, dunque, potrebbe riaprirsi clamorosamente. Perché i difensori di Lenzi sostengono che il decreto di sequestro del giudice è arrivato come un fulmine a ciel sereno dopo che c'era stato l'accordo sul patteggiamento, che non prevedeva la confisca delle opere d'arte, custodite sia nella sede della Porto 2000 sia in altri luoghi. Le argomentazioni della difesa sembrano poggiare su una recente sentenza della Cassazione che avvalorerebbe la loro tesi. Ma di ricorsi alla Suprema Corte la difesa di Lenzi ne ha presentati due: il primo punta a annullare il patteggiamento di quattro anni, il secondo a far piazza pulita della confisca dei quadri. Una strada già tentata in sede di riesame, da parte degli avvocati Marzaduri e Carloni, ma senza successo. Un terzo ricorso invece porta la firma della Procura della Repubblica: il pubblico ministero, infatti, aveva chiesto al giudice il sequestro del «museo Lenzi» anche ai sensi di altri articoli del codice di procedura penale, oltre che per quello per cui è stato accolto. Il giudice, però, ha respinto alcune di queste ipotesi e il riesame ha fatto altrettanto. Nel merito del sequestro, la difesa ha fatto sapere che ci sono alcune opere il cui acquisto è risalente a tempi non sospetti, che non hanno niente a che vedere con i reati che sono stati contestati a Lenzi collocati nel periodo in cui era presidente della Porto di Livorno 2000, quindi fra il 2004 e il 2007. Certi oggetti invece sarebbero stati comprati da Lenzi negli anni '80 ed è per questo che la loro confisca viene ritenuta dalla difesa un'ingiustizia assoluta. Quasi sicuramente i tempi della Cassazione non saranno brevissimi. E se il ricorso di Lenzi venisse accolto, toccherà nuovamente agli uffici giudiziari livornesi mettersi a correre per evitare di dar vita a una sorta di processo «Porto 2000 bis» con Lenzi unico imputato. Il processo che si celebra davanti al collegio giudicante, nel quale gli imputati sono 26, è stato rinviato al 14 luglio quando ci saranno le prime richieste di prova e le eccezioni preliminari che probabilmente alcune difese solleveranno. Nel merito, dunque, con le deposizioni dei primi testimoni della Procura, non si entrerà prima di settembre o ottobre, quando forse la Cassazione potrebbe essersi già espressa. Se annullasse il patteggiamento, i tempi per riunificare il procedimento ci sarebbero, ma solo prevedendo l'abbandono del patteggiamento e un veloce rinvio a giudizio.
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
