Gioco
Tre sono in carcere e uno ai domiciliari. Lispettore di polizia risponde alle domande del giudice
Night sequestrato: quattro i livornesi arrestati
◗
Il night sotto sequestro a Ospedaletto 2 MINUTI DI LETTURA
LIVORNO. Sono il titolare del night Off side di Ospedaletto, appena sequestrato, Pierluigi Di Maria, 45 anni, il vicepresidente Fabrizio Banti, 45 anni e il cassiere Gianluca Isozio, 50 anni, i tre livornesi che si trovano in carcere a seguito dell'indagine su un giro di prostituzione della polizia pisana. C'è un quarto livornese agli arresti domiciliari: si tratta di Luca Di Maria, 42 anni. Nel carcere pisano si trovano anche l'ispettore della squadra mobile di Pisa Filippo Arzilli, 44 anni, residente a Peccioli e un albanese, Skender Barushi, 42 anni. Ai domiciliari invece sono anche un altro ispettore della questura, Alessandro Antonicelli, 47 anni, e un noto imprenditore con concessionarie di auto a Pisa e Pontedera, Giovanni Nesti, 42 anni. Fra i 4 denunciati un noto investigatore privato di Pontedera e una giovane livornese di 36 anni. Le accuse sono pesantissime: vanno dalla corruzione al favoreggiamento e sfruttamento della prostituzione fino allo spaccio di droga. Di corruzione e favoreggiamento devono rispondere i due ispettori, i tre gestori anche di sfruttamento e Di Maria anche di estorsione. I tre ai domiciliari sono accusati di spaccio. L'investigatore, la cui attività è stata sospesa per 8 mesi, deve rispondere di corruzione, e la donna, sottoposta all'obbligo di firma, di sfruttamento della prostituzione. Arzilli ieri ha risposto alle domande del giudice per le indagini preliminari Pietro Murano, negando ogni responsabilità. «Frequentavo quel night, la mia unica colpa sarebbe questa, ma non ho mai favorito i titolari. Respingo tutte le accuse che mi sono state mosse e posso spiegare il perché delle circostanze in cui mi sono venuto a trovare», ha sostanzialmente detto Arzilli al gip. L'interrogatorio è durato quattro ore: iniziato all'una e mezza, si è concluso alle cinque e mezza del pomeriggio. L'ispettore della squadra mobile della questura, apparso particolarmente prostrato, ha dato una sua versione degli avvenimenti riguardanti le accuse che gli sono state mosse, cercando di dare una ragione delle sue «irregolarità comportamentali», ma ritenendo che le misure prese nei suoi confronti siano eccessive rispetto ai fatti. I contorni della vicenda, che ha provocato un vero e proprio terremoto nella questura pisana, cominciano intanto a delinearsi più chiaramente nonostante il riserbo degli inquirenti. La maggior parte degli altri coinvolti si sarebbe avvalsa della facoltà di non rispondere. I tre ai domiciliari verranno invece ascoltati domani in tribunale.
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
