Gioco
Mazzata da 20 milioni di euro ai falsari cinesi
L.L.
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Le macchine da cucire sequestrate dalla Finanza Operazione dogana-finanza: sequestrati oltre 700mila articoli di abbigliamento grazie ai controlli in porto
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LIVORNO. Oltre 700mila articoli per un valore totale di 15-20 milioni di euro. Un capitale non indifferente, che però non ha potuto dare i frutti sperati: la finanza infatti ha messo fine al business illecito. I prodotti, risultati tutti contraffatti, sono stati sequestrati dalla Guardia di Finanza, sezione Porto, guidata dal capitano Luigi D'Abrosca, nel corso di una lunga ed elaborata indagine, partita lo scorso anno e portata avanti insieme alla Dogana. Le fiamme gialle livornesi hanno anche scoperto a Milano due laboratori irregolari, di cui uno dove dei cinesi venivano fatti lavorare in "loculi" di 2-3 metri, sotterranei, dove di fatto vivevano. Una situazione scandalosa, che è stata denunciata all'Asl lombarda competente. I finanzieri hanno sequestrato articoli falsi o importati irregolarmente: 232.632 paia di calzature Crocs (5 milioni di euro di valore), 50mila di Nike, 12mila di Converse, 130mila articoli in pelletteria di griffe come Louis Viutton, Alviero Martini e Gucci. Notevole l'attività anche tecnica svolta dagli investigatori, che si sono avvalsi di perizie specialistiche. Decine di cinesi e qualche italiano sono stati denunciati per contrabbando aggravato, contraffazione, falso, ricettazione, sostituzione di persona, favoreggiamento reale ed omessa dichiarazione Iva, più falsa dichiarazione dell'origine di prodotti. Le indagini hanno portato a individuare un'organizzazione con sede in Cina, dedita alla contraffazione di marchi noti e facilmente commerciabili, che distribuiva le calzature sul territorio nazionale, attraverso italiani complici, e passando per Livorno. Un commercio che, attraverso il porto labronico, arrivava a Milano, dove la finanza ha trovato due magazzini. Poi la merce tornava in Toscana, in particolare a Prato, e veniva distribuita in tutta la regione, compresa Livorno. Tutta l'attività illecita è venuta fuori grazie ai controlli effettuati dalla finanza in porto: le fiamme gialle si sono accorte che carichi che dovevano essere di saponi e detersivi, in realtà nascondevano centinaia di scarpe. Grazie a quel primo controllo, sono stati indagati i primi tre cinesi. Dopo i primi sequestri in porto, l'organizzazione, come accertato dai militari, nel tentativo di aggirare i controlli, ha cominciato a emettere documenti doganali che consentivano di trasferire la merce "all'estero", senza cioè aver espletato le pratiche di importazione. Seguendo questa pista, le fiamme gialle sono risalite a 4 cinesi, attivi a Milano. Durante il blitz lombardo a casa dei cinesi coinvolti, al piano interrato di un'elegante villetta, è stato, inoltre, scoperto un laboratorio di sartoria clandestino che si occupava di contraffazione di vestiti di marche prestigiose, falsi. Tutta la merce e gli accessori sono stati sequestrati. Grazie a quel blitz, è anche stato individuato il secondo laboratorio dove le fiamme gialle hanno trovato macchine da cucire e i cinesi sfruttati. La merce sequestrata, col consenso dei titolari dei marchi, sarà donata ai Paesi in via di Sviluppo.
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