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Indagini della polizia sui due casi
Gli investigatori sospettano che sia tornato in azione il maniaco di via Trieste
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LIVORNO. Potrebbe esserci un'unica persona dietro le due aggressioni avvenute la scorsa settimana in via Trieste e ieri in zona via Mentana. Gli investigatori della polizia sono al lavoro per individuare più dettagli possibili, utili a rintracciare il molestatore. All'analisi della polizia, in particolare, il modus operandi dell'aggressore: in entrambi i casi, il giovane ha seguito, aspettato e poi fatto violenza sulla vittima mentre rincasava, all'interno del condominio. Nel caso di ieri, il sospetto è che il giovane abbia individuato la vittima prima di entrare in azione. Simili le descrizioni emerse: il molestatore è alto 180-185 centimetri. Inoltre, dovrebbe avere circa 30 anni, un look sportivo (jeans, felpa e giubbotto) e sarebbe di colore. Ieri, però, l'aggressore ha scelto una vittima molto più giovane rispetto al primo caso, e ha anche cambiato zona, spostandosi dall'area stazione all'Origine. Gli investigatori stanno setacciando la città a caccia dell'autore. Intenso anche il lavoro di intelligence. Si cercano persone con precedenti di polizia analoghi. Lunedì scorso un maniaco aveva aggredito un'anziana di 81 anni nell'androne di casa, in via Trieste. La donna era uscita a gettare la spazzatura, dopo pochi minuti era rientrata e, mentre stava aspettando l'ascensore, era stata aggredita alle spalle. Un giovane con un cappuccio in testa le aveva alzato la gonna, toccandola. Lei, terrorizzata aveva gridato, attirando così l'attenzione di un giovane rumeno, residente al palazzo di fronte e in quel momento per strada. L'intervento tempestivo del rumeno aveva messo in fuga il molestatore.
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