Il dolore
L'IDENTIKIT
◗
Bachini in mezzo alle pigotte dellUnicef 1 MINUTI DI LETTURA
Paola Bachini è una piombinese giunta a Livorno a 14 anni, per realizzare il progetto di diventare maestra elementare: «Mio padre lavorava al cinema Metropolitan, proiettava i film, la mamma gestiva un negozio di elettrodo- mestici: per farmi studiare si sono davvero sacrificati» dice. Spiega che le Magistrali nella sua città non c'erano: lei a Livorno, dove poi ha incontrato anche l'amore, è stata ospite di una parente. Sposata con un insegnante livornese, due figli maschi (38 anni l'uno e 32 l'altro), una grande predisposizione per i bambini, soprattutto per quelli più fragili, Bachini dal 2001, dopo aver operato per 11 anni in qualità di volontario, è presidente della sede provinciale dell'Unicef (corso Mazzini 1/B, tel/fax 0586 802188, e-mail comitato.livorno@ unicef.it) la principale organizzazione mondiale per i diritti dell'infanzia che opera in 156 Paesi in via di sviluppo con programmi di assistenza e in 36 paesi industrializ- zati, attraverso i comitati nazionali. «L'Unicef - dice - è premio Nobel per la pace, non riceve fondi dal bilancio Onu e le sue sole risorse che provengono da donazioni di cittadini, governi, associazioni e aziende, sono utilizzate al 72% per i programmi in Italia e nel mondo, al 21% per raccogliere un altro euro, al 7% per le spese gestionali e amministrative».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
