Il Tirreno

Livorno

In Angola ho visto i ragazzi studiare in classi senza banchi

La presidente dell’Unicef durante il suo viaggio in Angola
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La presidente dell’Unicef durante il suo viaggio in Angola

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 Nel 2007 sono stata in Angola per vedere il risultato della nostra raccolta di fondi a Livorno e provincia. E' stato un viaggio stancante ma indimenticabile, in mezzo a gente affettuosa e disponibile.  La mia paura era quella di trovare bambini pieni di mosche, sporchi, malvestiti. E invece mi sono venuti incontro dei piccoli pulitissimi, ben pettinati, con i loro grembiulini bianchi lavati e stirati perfettamente e lo sguardo pieno di gioia, perché a loro basta poco per essere felici.  Quel che mi ha fatto più male al cuore? Vedere nella scuola di un villaggio i piccoli alunni senza neppure un banco: erano seduti su un pezzo di binario, con le gambe messe in modo da poter appoggiare il quaderno.  Nei villaggi e per la strada non ho scorto neppure un animale: ho chiesto spiegazioni e mi è stato risposto che la guerra aveva fatto sparire anche loro. Solo da qualche mese si erano sentiti cinguettare ancora gli uccellini.  Ho visto tanti giovani, gente di non più di 35 anni: lì non si invecchia, si muore prima. E bambini, bellissimi, che giocavano su strade sporche di polvere rossa.  L'Angola è una nazione ricca, ma il potere è in mano a 7-8 famiglie che hanno i capitali all'estero e lasciano il popolo in miseria: non hanno interesse a farlo progredire.  Ho conosciuto una maestra che ogni giorno faceva 20 chilometri per andare a scuola e 20 per tornare al villaggio. Tutti a piedi, con ogni tempo. M.A.S.

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