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«Su 24 medici solo tre operavano»
Ortopedia: durissimo giudizio della manager dell'azienda sanitaria
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LIVORNO. «Dei 24 ortopedici presenti in azienda operavano solo in tre o quattro, questa la situazione al mio arrivo». Più che un'accusa quelle della direttrice generale dell'Asl è una constatazione. Certo una constatazione un po' amara, anche se lei non colpevolizza nessuno. Fatto sta che con pochi cenni dipinge una sanità - cittadina e dell'intero territorio livornese - che al momento del suo arrivo non sarebbe stata proprio un modello di funzionalità. «E a oculistica - prosegue Calamai - stesso discorso, di otto oculisti presenti in ospedale, cinque nei presidi territoriali, più gli infermieri e operatori sanitari, facevano interventi solo due oculisti». Che fosse colpa dei baronati o di un lassismo che avrebbe contagiato per lustri il settore della sanità poco importa, quel che conta è che le strutture ospedaliere dell'Asl 6 per lungo tempo sono state "snobbate" dai cittadini del territorio. Che in molti casi hanno preferito operarsi ed essere ricoverati fuori area. Esattamente, secondo il rapporto Asl sull'andamento dei servizi per il periodo 2005-2009 presentato dalla dottoressa Calamai, ogni anno l'azienda sanitaria ha dovuto sopportare un quantitativo di "fughe" pari, in termini economici, a 89 milioni di euro (50 dei quali smistati all'interno di strutture sanitarie toscane). «Il fatto critico - chiarisce Calamai - è che buona parte di queste fughe avvengono da specialità mediche classificate di base che l'azienda offre all'interno delle sue strutture. Se ne deduce una inadeguatezza dell'offerta interna». «Fino all'anno scorso - conclude Calamai - l'azienda spendeva 2 milioni di euro all'anno solo per le fughe di operazioni di cataratta verso l'Asl pisana. È evidente che qualcosa non tornava e che c'era necessità di una riorganizzazione. Tanto è vero che nei primi tre mesi del 2010 in certi settori le fughe stanno già rientrando». A.C.
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