Gioco
Pienone ai Quattro Mori Gran festa degli studenti per il Risorgimento
lu.dem.
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Nella foto centrale, il teatro 4 Mori gremito dagli studenti e dai rappresentanti delle istituzioni Consegnati i premi alle scuole che hanno partecipato al concorso sul tricolore, poi tutti a cantare l'inno
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LIVORNO. Successo più pieno non poteva esserci per la cerimonia di premiazione degli studenti livornesi che hanno partecipato al concorso lanciato dal Comitato per la promozione dei valori risorgimentali sul tricolore. Ieri teatro Quattro Mori praticamente pieno: moltissimi i giovani che hanno preso parte a questa giornata, di festa e anche di riflessione. Con Marzino Macchi, infaticabile animatore del Comitato valori risorgimentali, a condurre la mattinata sul palco del teatro, con la parte musicale affidata alla banda della brigata paracadutisti Folgore, hanno voluto testimoniare la loro vicinanza al Comitato, e alle scuole livornesi, molti rappresentanti delle istituzioni, dal senatore Marco Filippi al prefetto Domenico Mannino, dagli assessori Carla Roncaglia (Comune), Catalina Schezzini (Provincia) e Alberto Benedetti (Collesalvetti) ai rappresentanti di molte associazioni, una per tutte l'Anppia, guidata dal veterano Garibaldo Benifei. Sono stati premiati gli studenti dei Circoli didattici Carducci, Brin, delle scuole elementari Thouar, dell'Istituto comprensivo Micali, delle sciole medie Bartolena, Borsi-Pazzini, Mazzini, dei licei Cecioni e Enriques e dell'Istituto nautico Cappellini, nonché dei "ragazzi" dell'Università della terza età. Il professor Fabio Bertini, presidente del Comitato dei valori risorgimentali, ha ripercorso la storia del tricolore, dalla sua nascita all'epoca della Repubblica Cispadana dopo la spedizione napoleonica in Italia, agli anni ruggenti del Risorgimento, quando molti giovani arrivarono a dare la vita pur di innalzare la bandiera che oggi rappresenta tutti gli italiani e che è stata adottata definitivamente, senza niente a riempire lo spazio bianco in mezzo al verde e al rosso - né l'aquila dei repubblichini né la stella rossa di alcune formazioni partigiane - dopo la proclamazione della Repubblica, all'indomani del referendum del 2 giugno 1946. Alla fine della manifestazione, prima delle premiazioni conclusive, tutto il teatro si è alzato in piedi per cantare l'inno nazionale. «Fratelli d'Italia cantiamolo tutti insieme - ha detto Marzino Macchi, raggiante davanti agli studenti riuniti - è una straordinaria lezione di unità, prima di tutto per noi stessi e poi per tutti gli altri».
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