Il Tirreno

Livorno

La Compagnia cambia per non sparire

Da sin. Raugei, Dalli, Mannocci e i giovani della Compagnia
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Da sin. Raugei, Dalli, Mannocci e i giovani della Compagnia

«Puntiamo su giovani e merito». Bilancio ancora in rosso

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 LIVORNO. Entro un paio di anni la Compagnia Portuale sarà completamente riorganizzata. I presupposti della riorganizzazione sono declinati dalla Carta dei Valori del gruppo, che sarà illustrata ai soci lunedì. «La Carta dei Valori è il primo passo del percorso che abbiamo avviato e che si concluderà in tutto il prossimo mandato» spiega il presidente della Compagnia Raugei. Che ha fornito anche alcune anticipazioni sul bilancio 2009 della Compagnia - chiuso con una perdita pesante ma inferiore a quella registrata nel 2008 - e ha annunciato che il consiglio uscente si ricandida in blocco alle elezioni previste per il prossimo mese.  I valori. I 520 soci della Compagnia Portuale sono attesi da un cambiamento epocale. Perchè, per la prima volta, fra i valori della cooperativa spunta una parola fino a poco tempo fa tabu: «Meritocrazia». «E' una grande novità, perchè finora si avanzava in base all'anzianità e d'ora in poi si avanzerà in base al merito individuale». Prove di meritocrazia sono già in corso «nella selezione interna che abbiamo indetto per un addetto amministrativo». Gli altri valori inseriti nella Carta sono «solidarietà», «appartenenza e partecipazione», «equità», «innovazione». La Carta dei Valori è stata redatta da un gruppo di giovani soci (Axel Lupi, Eleonora Falleni, Serena Cassarri) coordinato da Vladimiro Mannocci dopo incontri che hanno coinvolto trecento soci.  La riorganizzazione. Ma non c'è futuro se non c'è economia. E infatti Raugei ha dichiarato che l'obiettivo principale è quello di «recuperare redditività». Negli anni passati la Compagnia ha lasciato sul campo svariati milioni di euro di perdite. Il 2009 è andato leggermente meglio ma male. La crisi mondiale ha provocato un calo del fatturato a cui non ha corrisposto una diminuzione di costi. Solo grazie agli utili delle società partecipate (in primis Tdt, ma anche Cilp e Ltm) la Compagnia ha potuto limitare i danni e chiudere il consuntivo con una perdita di poco inferiore a quella del 2008 che era stata di 4milioni 200mila euro. «Punteremo, e lo stiamo già facendo, sull'ottimizzazione del personale, dato che questa voce rappresenta l'85% dei costi». Una manovra che sta già dando frutti: «nei primi tre mesi del 2010 i costi sono diminuiti, anche per il pensionamento di una ventina di soci, e il fatturato è aumentato del 30-35%. Ad aprile però c'è stata una frenata».  Le elezioni. La Compagnia Portuale punterà sui giovani per preparare un passaggio generazionale che oggi appare problematico «perchè per 20 anni non abbiamo assunto e questo ha creato un vuoto». Ien, l'istituto che sta collaborando alla riorganizzazione, ha selezionato «una ventina fra diplomati e laureati» che rappresentano un possibile futuro gruppo dirigente. «Ma ad oggi - precisa Raugei - non ci sono le condizioni per l'ingresso di un giovane nel consiglio. Peraltro l'attuale consiglio ha dato ampia dimostrazione di saper affrontare processi delicati».  Cilp. Post scriptum: il posto vacante di amministratore delegato di Cilp, lasciato libero da Italo Piccini, non sarà ricoperto. Raugei ha detto che «i livelli sono due: quello politico, rappresentato dal consiglio, e quello gestionale che passa attraverso un rafforzamento delle direzioni». (c.m.) I soci  La Livorno Reefer Terminal è stata costituita da Compagnia Portuale e Sr, società che raduna una decina di spedizionieri del settore ortofrutta. In seguito è entrata nel capitale la società Baccini di Firenze. Già definito l'ingresso di Cagliata e del gruppo Orsero.

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