Il Tirreno

Livorno

Famiglie prigioniere della stazione fantasma

Juna Goti
Famiglie prigioniere della stazione fantasma

La rabbia dei residenti di quella che una volta era la stazione-gioiello. E ora dovranno buttar giù anche un bel boccone di insicurezza

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LIVORNO. Questa stazione è come una locomotiva senza pilota: non deraglia perché ci siamo noi a tenerla sui binari, a impedire che diventi un fantasma come le Terme del Corallo. Ma sa cosa accadrà fra qualche anno? Arriverà il pilota di turno e ci darà un bel calcio». Sono arrabbiati i residenti di quella che una volta era la stazione-gioiello di San Marco.

Arrabbiati e preoccupati: perché, oltre a fare i conti con il degrado che pian piano si sta mangiando tutta l’area, devono buttare giù ogni giorno un bel boccone di insicurezza. «Nel novembre del 2008 - racconta Anna De Mari, che vive sopra ai vecchi magazzini insieme al marito e al figlio - le Ferrovie dello Stato ci hanno mandato una raccomandata con cui avvisavano che entro il 31 dicembre dello stesso anno avremmo dovuto abbandonare gli alloggi».

Questo perché, com’è noto, il complesso della storica stazione Leopolda è stato messo in vendita: quasi 70mila metri quadri di uffici, fabbricati e piazzali che ormai sono diventati terra di nessuno. «Dopo la lettera - riprende De Mari - sulla vicenda è calato un silenzio assordante, in attesa che Fs trovi il super-compratore. Ma a quel punto, noi cosa faremo?». I residenti da tempo sono corsi ai ripari affidandosi ai legali, perché «quando ci siamo trasferiti in questo appartamento abbiamo contrattato una sorta di diritto di prelazione: in pratica se le Ferrovie avessero messo in vendita la struttura saremmo stati i primi a poterla acquistare. Negli anni abbiamo investito i nostri guadagni in queste pareti convinti che un giorno sarebbero state nostre...».

Ma il complesso è stato messo in vendita con la formula “all inclusive”, per una cifra che sfiora i 15 milioni di euro. «Il contratto a cui fanno riferimento i residenti - tagliano corto i dirigenti di Ferservizi dalla sede fiorentina - risale a quando esisteva ancora la vecchia rete. Con il passaggio alle holding nate da Fs spa è cambiato tutto». Morale della favola: le famiglie dovranno andarsene.

Ma quando? «Fino a oggi - confermano i vertici della società che tiene i fili immobiliari del gruppo - l’asta è andata sempre deserta. Ci sono stati contatti con investitori privati, ma niente di solido. Il contesto attuale non agevola l’acquisto...». Il primo “intoppo” a cui fanno riferimento le fonti del gruppo ferroviario è evidente: «L’immobile non è del tutto libero», come ripetono dall’altra parte della cornetta almeno tre volte nel giro di due minuti. «Abbiamo avuto casi simili: starà all’acquirente, una volta entrato in possesso del complesso, sistemare chi si trova ancora all’interno».

L’altro è implicito nelle carte e nelle dichiarazioni rilasciate negli anni dagli amministratori locali: è l’inevitabile intreccio con il Prg del Comune rispetto a ciò che si andrà a costruire in un pezzo di San Marco tanto vasto quanto appetibile. Da una parte perché a due passi ci sono la Stazione Marittima e l’ambito collegamento ferroviario diretto con Pisa, dall’altra perché il fascino del mattone è sempre una bella calamita e il rischio speculazioni è dietro l’angolo.

E non c’è solo questo problema ad agitare i sonni delle famiglie: tra spaccio, aggressioni e degrado nella vecchia stazione Leopolda sono fioccate le denunce. «Almeno nove nel giro di poco tempo», racconta un’altra residente, Maria Leardo «Abbiamo un filo diretto con la questura, gli agenti ci riconoscono dalla voce».

Fanno paura i vecchi depositi abbandonati che si riempiono di tutto un po’ («l’ultima volta c’erano 40 persone che dormivano stipate in una stanza sotto alle nostre finestre: i soccorritori hanno portato via decine di taniche piene di urina»), fanno paura gli angoli bui dove si nascondono disperazione e aggressioni.

Fa paura soprattutto l’idea di dover lasciare il mondo in cui si è cresciuti da un momento all’altro: «Abbiamo smesso perfino di tinteggiare casa, che senso avrebbe?». Anche il leone, quello che ruggisce sulla porta San Marco, vorrebbe girare lo sguardo...

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