Il Tirreno

Livorno

Cagliata entra in affari con i portuali

Rodolfo Cagliata
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Rodolfo Cagliata

L'immobiliarista investe nel più grande terminal frigo del Mediterraneo

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 LIVORNO. Cagliata entra in affari con la Compagnia Portuale. E non sarà solo una questione di rendite e affitti, come accade spesso con il "re del mattone". Rodolfo Cagliata entra nel vivo del business portuale, partecipando a una operazione industriale. Lo fa rilevando il 25% della Reefer Terminal, la società che a fine giugno inaugurerà sulla via Leonardo da Vinci il più grande terminal frigo per ortofrutta del Mediterraneo. Insieme a Cagliata, nel capitale della società entrerà anche il primo operatore agroalimentare italiano, il gruppo Orsero che possiede già il terminal di Vado Ligure.  Il polo frigo che sta per aprire i battenti nella grande area tra la Rhodia e i Grandi Molini è la più grande scommessa lanciata in porto dai tempi della Darsena Toscana: un investimento di 27 milioni di euro, di cui 14 pagati per il terreno; 11mila metri quadrati di magazzini e 36mila di area scoperta; 60 colonne frigo e decine di celle a temperatura differenziata per una capacità di stoccaggio di 400 mila tonnellate all'anno di prodotti agroalimentari.  L'assetto azionario sarà portato a regime nei prossimi mesi. La Compagnia Portuale, che attualmente ha il 51% del capitale, scenderà al 25%, così come gli spedizionieri della Sar (che ora sono al 36%). Il rimanente 50% sarà spartito tra Cagliata e Orsero. Uscirà dal capitale Baccini, l'operatore di ortofrutta fiorentino che si è insediato all'interporto. Ma resterà, almeno in parte, cliente del Reefer. L'altro cliente importante è la Dole, la multinazionale delle banane che sposterà dal magazzino sull'Alto Fondale le 90mila tonnellate di merce che riceve ogni anno a Livorno. Per il resto molte trattative - anche alla Fiera di Perpignan che si è conclusa ieri - ma per ora nessun contratto siglato. Obiettivo, raggiungere al più presto il punto di pareggio, attestato tra le 180mila e le 200mila tonnellate annue.  Cagliata si getta nell'avventura con in testa un disegno più ambizioso: quello di trasformare i suoi sterminati piazzali, ora riempiti dalle auto sbarcate nel porto, in un "district park". L'imprenditore ha in mano una concessione edilizia per la costruzione di un nuovo ponte sulla ferrovia che metterà in comunicazione i piazzali di via Enriques con la banchina portuale della via Leonardo da Vinci, quella dove sono concentrati tutti i prossimi affari in porto: dal terminal frigo alla centrale a biomasse. Un ponte che trasformerà decine di migliaia di metri quadrati di spazi in una preziosissima area retroportuale, praticamente fronte banchina. Anche per questo, probabilmente, ha deciso di investire sul porto. Cristiano Meoni I magazzini  Il Reefer Terminal si estende su 36mila metri quadrati di area scoperta in via Leonardo da Vinci. I magazzini sono 11mila metri quadrati, attrezzati con celle frigo a temperatura differenziata (da -2 gradi a + 18º) e con 60 colonne elettriche per i container frigo.

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