Gioco
San Jacopo, un chilometro di firme per i parcheggi
Anna Cecchini
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Paolo Migone ieri in Baracchina bianca, insieme a Simone BenettiLa giunta decide di pedonalizzare la piazza e scatta la protesta. L'idea del comico livornese Paolo Migone: «Ribelliamoci, cominciamo a raccogliere firme, un papiro di firme, così poi lo srotoliamo lungo viale Italia»
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LIVORNO. «Ribelliamoci, cominciamo a raccogliere firme, un papiro di firme, così poi lo srotoliamo lungo viale Italia». L'idea è venuta a Paolo Migone, il comico livornese, appena ha saputo della decisione del Comune di pedonalizzare piazza San Jacopo in Acquaviva. Lo stop alle auto nella piazza davanti all'omonima chiesa era nell'aria da tempo, martedì scorso la decisione definitiva della giunta comunale: entro la fine di giugno lo spazio sarà riqualificato e resteranno soltanto 18 posti auto utilizzabili. Per il resto la piazza dovrà restare libera, per le passeggiate dei pedoni.
Ieri quando hanno saputo dell'intenzione del Comune i titolari della Baracchina Bianca, lo storico locale che si affaccia sulla piazza San Jacopo in Acquaviva, sono rimasti sbigottiti. Come pure i loro clienti che, soprattutto all'ora dell'aperitivo o anche la notte, usano la piazza come parcheggio. Altrimenti, senza quella fondamentale valvola di sfogo per sistemare le auto, sarebbe impossibile sostare lungo viale Italia per andare a fare la "bevuta" nel loro locale preferito.
«È una notizia che ci preoccupa - spiega Simone Benetti, uno dei soci titolari della Baracchina bianca -. Da anni si sentiva parlare di questa soluzione, ma nessuno pensava fosse praticabile, perché la piazza è l'unico punto dove si possono sistemare le auto, che poi non danno noia a nessuno, perché lì intorno a San Jacopo non ci sono residenti». Simone scuote la testa e dice che la pedonalizzazione sarà l'ennesima batosta per il suo locale: «Ora abbiamo 11 dipendenti e in estate di solito ne prendiamo altri 3 o 4. Se davvero pedonalizzano perderemo talmente tanto lavoro che di certo non assumerò gli stagionali e anzi dovrò mandare a casa almeno 4 persone. È una rovina, senza parcheggio da noi non verrà più nessuno».
Tanto più che lui, gli anni passati, una soluzione per incrementare il numero dei parcheggi nella zona l'aveva anche prospettata: «avevamo pensato di realizzarli nella piazza qui davanti, oltre viale Italia. Metà poteva rimanere a verde e l'altra avrebbe potuto ospitare numerose auto. Quel progetto il Comune ce l'ha bocciato, ma ora pedonalizza san Jacopo».
Proprio mentre Simone spiega quanto il blocco di piazza San Jacopo rappresenti per la Baracchina bianca una vera iattura, ecco che nel locale spunta il comico livornese per eccellenza, Paolo Migone, che appena capisce l'argomento del dibattere spalanca gli occhi e sprona titolari e frequentatori del locale: «È assurdo, ribelliamoci, facciamo qualcosa. Una raccolta di firme». Insieme a Migone, che alla Baracchina bianca è di casa, partecipano alla discussione altri clienti del locale. Tutte persone che dai quartieri più disparati della città, se devono fare colazione, pranzare o prendere un aperitivo non hanno dubbi. Vengono in Baracchina bianca.
E se in futuro, dopo il blocco alle auto nella piazza vicina, non troveranno più posto? «Io ci vengo ogni giorno - dice Serena Pennacchiotti -, se non trovo parcheggio per runa volta non è un problema, ma pensare che tutti i giorni sarà impossibile sistemare l'auto significa che il caffè lo vado a Prendere da un'altra parte. Perché senza piazza san Jacopo in Acquaviva qui intorno di parcheggi non ce ne sono». Dello stesso parare anche altri habitué del locale sul lungomare cittadino.
«Il parcheggio è già un problema - dice Tommy Gronchi - figuriamoci se poi tolgono gli unici posti della zona». Così un altro ragazzo: «Al limite in estate - spiega Andrea Rocchi - puoi parcheggiare anche un po' lontano, ma nei mesi invernali non si può pretendere che per venire qui uno debba fare chilometri a piedi».
Ormai è deciso, l'unica soluzione è la protesta, quella petizione, con tanto di raccolta firme, che ha proposto Paolo Migone. «Qui in un giorno - taglia corto il comico - si raccolgono un milione di firme». E per mostrarla meglio, questa vagonata di firme, è venuta l'idea di raccoglierle in un papiro. Perché in un quadernone fanno meno effetto. «Invece poi si srotolano qui sulla passeggiata - conclude Migone - lungo viale Italia e si copre più di un chilometro».
Ieri quando hanno saputo dell'intenzione del Comune i titolari della Baracchina Bianca, lo storico locale che si affaccia sulla piazza San Jacopo in Acquaviva, sono rimasti sbigottiti. Come pure i loro clienti che, soprattutto all'ora dell'aperitivo o anche la notte, usano la piazza come parcheggio. Altrimenti, senza quella fondamentale valvola di sfogo per sistemare le auto, sarebbe impossibile sostare lungo viale Italia per andare a fare la "bevuta" nel loro locale preferito.
«È una notizia che ci preoccupa - spiega Simone Benetti, uno dei soci titolari della Baracchina bianca -. Da anni si sentiva parlare di questa soluzione, ma nessuno pensava fosse praticabile, perché la piazza è l'unico punto dove si possono sistemare le auto, che poi non danno noia a nessuno, perché lì intorno a San Jacopo non ci sono residenti». Simone scuote la testa e dice che la pedonalizzazione sarà l'ennesima batosta per il suo locale: «Ora abbiamo 11 dipendenti e in estate di solito ne prendiamo altri 3 o 4. Se davvero pedonalizzano perderemo talmente tanto lavoro che di certo non assumerò gli stagionali e anzi dovrò mandare a casa almeno 4 persone. È una rovina, senza parcheggio da noi non verrà più nessuno».
Tanto più che lui, gli anni passati, una soluzione per incrementare il numero dei parcheggi nella zona l'aveva anche prospettata: «avevamo pensato di realizzarli nella piazza qui davanti, oltre viale Italia. Metà poteva rimanere a verde e l'altra avrebbe potuto ospitare numerose auto. Quel progetto il Comune ce l'ha bocciato, ma ora pedonalizza san Jacopo».
Proprio mentre Simone spiega quanto il blocco di piazza San Jacopo rappresenti per la Baracchina bianca una vera iattura, ecco che nel locale spunta il comico livornese per eccellenza, Paolo Migone, che appena capisce l'argomento del dibattere spalanca gli occhi e sprona titolari e frequentatori del locale: «È assurdo, ribelliamoci, facciamo qualcosa. Una raccolta di firme». Insieme a Migone, che alla Baracchina bianca è di casa, partecipano alla discussione altri clienti del locale. Tutte persone che dai quartieri più disparati della città, se devono fare colazione, pranzare o prendere un aperitivo non hanno dubbi. Vengono in Baracchina bianca.
E se in futuro, dopo il blocco alle auto nella piazza vicina, non troveranno più posto? «Io ci vengo ogni giorno - dice Serena Pennacchiotti -, se non trovo parcheggio per runa volta non è un problema, ma pensare che tutti i giorni sarà impossibile sistemare l'auto significa che il caffè lo vado a Prendere da un'altra parte. Perché senza piazza san Jacopo in Acquaviva qui intorno di parcheggi non ce ne sono». Dello stesso parare anche altri habitué del locale sul lungomare cittadino.
«Il parcheggio è già un problema - dice Tommy Gronchi - figuriamoci se poi tolgono gli unici posti della zona». Così un altro ragazzo: «Al limite in estate - spiega Andrea Rocchi - puoi parcheggiare anche un po' lontano, ma nei mesi invernali non si può pretendere che per venire qui uno debba fare chilometri a piedi».
Ormai è deciso, l'unica soluzione è la protesta, quella petizione, con tanto di raccolta firme, che ha proposto Paolo Migone. «Qui in un giorno - taglia corto il comico - si raccolgono un milione di firme». E per mostrarla meglio, questa vagonata di firme, è venuta l'idea di raccoglierle in un papiro. Perché in un quadernone fanno meno effetto. «Invece poi si srotolano qui sulla passeggiata - conclude Migone - lungo viale Italia e si copre più di un chilometro».
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