Sicurezza
Impiegata sventa due rapine in due mesi
Lara Loreti
◗
POSTE PRESE DI MIRA. A sinistra, gli esperti della scientifica, A destra, lufficio postale e la polizia. In basso, Claudia Bracci che ha sventato i colpi È il terzo colpo da febbraio alle Poste. «È lo stesso bandito del mese scorso»
2 MINUTI DI LETTURA
LIVORNO. A distanza di poco più di un mese s'è ripresentato nello stesso ufficio postale, con lo stesso look - occhiali e cappellino - chiedendo francobolli. Poi ha tirato fuori la pistola: «Dammi i soldi, questa è una rapina». Ma anche in questo caso, l'impiegata, la stessa del mese scorso, l'ha costretto alla fuga senza bottino. Tuttavia, l'impiegata, una giovane di 32 anni, non s'è fatta cogliere impreparata. Appena ha visto quel tipo entrare, ieri a fine mattinata, l'ha riconosciuto, s'è nascosta dietro il muro dello sportello e poi l'ha messo in fuga. «Vattene, sto chiamando la polizia», ha urlato lei. A quel punto lui, tremante, è scappato. Ed è riuscito a far perdere le sue tracce. L'ufficio, che ha il vetro blindato, era vuoto. Cappellino, occhiali da sole, giubbotto scuro e jeans, sui 50 anni, accento italiano, 1.60 metro circa. Questa la descrizione del rapinatore in azione ieri. Sono le 12.40 quando quell'uomo fa irruzione nella filiale di Quercianella lungo l'Aurelia. L'impiegata intuisce subito le sue intenzioni. Anche perché, il 24 marzo, quando c'era stato un altro tentativo di rapina, allo sportello dell'ufficio c'era sempre lei. E anche in quel caso era riuscita a mettere in fuga il malvivente. Alla vista del tipo, la giovane prende il cellulare e va nel retro. Lui la vede allontanarsi e improvvisa una messa in scena: finge di essere un cliente e la chiama, chiedendole dei francobolli. Ma lei non ci casca, allora lui tira fuori una pistola - forse giocattolo - e grida: «Questa è una rapina, i soldi!». Ma la donna, per niente intimidita, da dietro il muretto urla: «Vai via, chiamo la polizia». Allora il rapinatore capisce che non c'è più niente da fare e fugge terrorizzato. La direttrice intanto chiama il 113 e in pochi minuti arrivano sul posto gli agenti delle volanti e poi gli esperti della polizia scientifica, che si occupano dei rilievi per vedere se il malvivente abbia lasciato delle impronte. La donna alla polizia ha rivelato di aver riconosciuto nel bandito di ieri lo stesso che il 23 marzo aveva tentato di rapinarla, dopo aver atteso che l'ufficio si svuotasse. E non è escluso che si tratti dello stesso malvivente che già il 24 febbraio aveva fatto una rapina - in quel caso riuscita - allo stesso ufficio postale. La squadra mobile, coordinata dal dirigente Marco Staffa, sta indagando sul tentato colpo di ieri e sui precedenti. In base a quanto emerso, potrebbe essere un rapinatore solitario inesperto, forse in difficoltà economiche, e non di un malvivente esperto.
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
