Il Tirreno

Livorno

Pioggia e fossi Gli allagamenti assediano Stagno

Lora Del Gatto
L’assemblea pubblica che si è svolta a Stagno
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L’assemblea pubblica che si è svolta a Stagno

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 STAGNO. Ci sono cittadini, in questa frazione, che ogni giorno guardano lo stato del cielo, non per sapere se dovranno uscire di casa portando con sé un ombrello, ma domandandosi se, alla fine della giornata, il loro cortile, il loro giardino, la cantina o il garage saranno finiti ancora una volta sott'acqua.  O se l'intasamento causato dalla commistione di fogne bianche e nere non avrà devastato, come accade spesso, il bagno di casa. Una preoccupazione che si trascina da anni, alimentando, un temporale dopo l'altro, l'esasperazione dei residenti. I quali sono ormai tutti esperti in materia di fossi, fognature, pompe idrauliche e inquinamento, ma si ostinano a cercare nelle istituzioni interlocutori pronti a tradurre in azioni le promesse che si susseguono da anni. Su tutto questo ha inteso fare il punto l'assemblea pubblica organizzata nella sala del Centro civico dal Consiglio di frazione di Stagno, a cui hanno partecipato lo scorso 4 maggio alcuni dei capifamiglia direttamente interessati dalle conseguenze del dissesto idrico della zona. Intorno all'unico tema di fondo del dibattito - definire una strategia per affrontare e risolvere i problemi di sicurezza e salute pubblica della più popolosa tra le frazioni di Collesalvetti - si è articolata un'ampia discussione, che ha toccato le numerose questioni, vecchie e nuove, in attesa di soluzione. A partire dalla constatazione che lo stato di incuria del fosso Cateratto, uno dei canali che attraversano la frazione, favorisce l'azione di soggetti senza scrupoli: quasi ogni settimana - denunciano i cittadini - qualcuno, facendosi scudo della fitta vegetazione, versa liquidi maleodoranti, all'apparenza oli minerali, direttamente nel canale, da cui la massa inquinante passa nel sistema fognario e nelle pozzette delle abitazioni. Ma anche negli orti e nelle stanze al piano terra, se un acquazzone improvviso fa innalzare il livello del fosso. Risale appena a domenica scorsa la scoperta dell'ultimo episodio di contaminazione, in seguito al quale alcuni cittadini hanno allertato Carabinieri e Polizia di Stato, che a loro volta hanno sollecitato l'intervento dei Vigili del Fuoco e dell'Arpat, a cui toccherà ora identificare la natura della sostanza dispersa nel Cateratto. L'erba alta, d'altronde, e la melmosità del fosso interferiscono anche con il funzionamento delle pompe, per cui il servizio di sorveglianza sul livello dell'acqua rischia di rivelarsi poco efficace e l'intervento del Consorzio di Bonifica "Fiumi e Fossi" di giungere ad allagamenti già avvenuti. Il ritardo nell'inizio dei lavori di sistemazione del Cateratto e il calendario degli incontri tra amministrazione comunale, Consorzio di Bonifica, ASA e Consiglio di frazione sono stati quindi oggetto di una lunga e accesa discussione, al termine della quale i membri del Consiglio e i cittadini presenti hanno concordato sulla necessità di sollecitare con energia il Comune a schierarsi al loro fianco e a farsi garante delle loro istanze nei confronti di tutti gli enti preposti alla tutela dal rischio ambientale e idrogeologico.

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di Redazione web