Il Tirreno

Livorno

Le scuole non sanno che libri scegliere

Anna Cecchini
Studenti in aula
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Studenti in aula

La riforma Gelmini ha variato le materie, ma i testi devono ancora essere aggiornati

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LIVORNO. Caos libri di testo per le scuole superiori. Esistono i programmi delle singole materie di studio, ma non gli appositi libri su cui studiare. Tanto che in alcune scuole cittadine si sta pensando che per quelle determinate discipline valga la pena di evitare alle famiglie l'acquisto di libri e, semmai, ipotizzano di far studiare gli allievi su dispense cartacee preparate dai docenti stessi. Un'incertezza, quella della scelta dei libri di testo, che deve essere sanata entro la fine di maggio, termine ultimo per le scuole per effettuare l'adozione dei testi.

Un termine che molti istituti temono di poter rispettare, visto che l'istituzione di nuove materie o anche l'accorpamento delle discipline tradizionali - legati alla riforma Gelmini - non ha dato il tempo alle case editrici di organizzarsi per preparare libri che rispecchino i nuovi programmi. L'incertezza nei licei. Nei licei, per esempio, c'è il problema della materia storia-geografia. Sembra infatti che le due discipline, tradizionalmente separate, dal prossimo anno nei licei saranno accorpate sotto un'unica dicitura, che poi porterà a un unico voto per l'alunno. Se ne deduce che anche il libro su cui apprendere la storia-geografia dovrebbe essere unico, ma ancora non sembra siano in commercio testi di questo tipo. «La nostra priorità - spiega Giuseppe De Puri, preside del liceo Enriques - è quella di rimanere nel budget di spesa prevista per i testi, che in prima classe è di circa 305 euro. In questi giorni i miei docenti si stanno riunendo per la scelta dei libri e devo dire che non mi pare da noi ci siano tutti questi problemi».

Materie nuove, ma testi inesistenti. Chi invece qualche difficoltà ammette di averla sono i dirigenti degli istituti professionali e tecnici della città. Si tratta di indirizzi di studi che la riforma Gelmini ha cambiato in maniera sostanziale, anche nelle materie e nei programmi che gli studenti sono chiamati ad apprendere. «Se per le scuole come i licei - dice Maria Grazia Rocchi, preside dell'Orlando - sono comunque previste materie più tradizionali, per i quali i libri alla fine si possono trovare, da noi è un problema. Dal prossimo anno per esempio esisterà una nuova materia, la manutenzione e assistenza tecnica, che andranno a confluire insegnamenti di tipo meccanico, elettrico ed elettronico».

La materia è stata individuata, ma sembra che il ministero non abbia chiarito il programma di apprendimento dela disciplina da far seguire agli alunni. Cosa succede ai professionali. «Dalle comunicazioni - dice Rocchi - si intuisce il profilo che lo studente deve avere in uscita ma non si sa quale obbiettivo disciplinare questa materia debba avere. Ecco che i docenti sono in difficoltà a individuare libri di testo per questa disciplina, anche perché le case editrici non sono ancora riusciti ad approntarli.

Tanto è vero che, se entro il 30 maggio non riusciremo ad adottare i testi adeguati, forse per questa materia potremmo decidere di far studiare i ragazzi su dispense cartacee preparate dai professori». Poca chiarezza anche agli istituti tecnici. Stessa incertezza anche nelle scuole tecniche, come per esempio l'Itc Vespucci. «Sono andata a Roma - dice Cristina Grieco, preside del Vespucci - anche il 26 e 27 aprile, in occasione della presentazione dei nuovi programmi. Cosa dovranno apprendere gli studenti al termine del primo biennio mi sembra chiaro, quello che non si conosce è la suddivisione dei programmi, la scansione di questo apprendimento».

Da qui il correlato problema dei libri di testo. «Fino ad ora negli istituti come il nostro - conclude Grieco - esisteva la materia di trattamento testi, che invece adesso è passata sotto la dicitura informatica. Il fatto è che questa materia è nuova ed implica una serie di apprendimenti molto vasti, per i quali i miei docenti al momento mi dicono che sia difficile trovare un testo adatto, che deve andare oltre la spiegazione della semplice patente europea per l'informatica». La preside del Vespucci garantisce comunque che entro il termine stabilito - la fine di maggio - i libri saranno adottati.

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