Il Tirreno

Livorno

«Uno sprone per la città»

Gianfranco Grossi
La cerimonia di avvio del Tan, nel centro la parata delle Marine estere e a destra il momento in cui Rosati accoglie le delegazioni
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La cerimonia di avvio del Tan, nel centro la parata delle Marine estere e a destra il momento in cui Rosati accoglie le delegazioni

L'ammiraglio Rosati: insieme alle gare presentare l'arte

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 LIVORNO. «Il Tan per far crescere l'internazionalità della città di Livorno», è l'impegno del comandante dell'Accademia, ammiraglio di divisione Pierluigi Rosati, per l'edizione 2011. Il comandante della nostra università del mare non si lascia pregare per fare un bilancio a freddo della ventisettesima edizione del Trofeo Velico Internazionale Accademia Navale e Città di Livorno. «Per prima cosa ho voluto ringraziare questa mattina (ieri, ndr) tutti i miei collaboratori, di ogni ordine e grado, che si sono adoperati con disponibilità, entusiasmo e sensibilità nell'organizzazione del Tan che richiede l'impegno di tantissime persone».  La cerimonia di chiusura del Tan domenica pomeriggio, con le relative premiazioni, si è tenuta nella palestra, e non in Piazzale Allievi, a causa del maltempo. Nel suo discorso di saluto al termine della manifestazione aveva voluto accanto a se l'assessore al turismo e commercio Paola Bernardo, quasi a suggellare una promessa: «Ho delle idee precise che devo confrontare con la città, ma io ho in mente un Tan che deve essere una leva per far crescere l'internazionalità della città di Livorno. Finora questa internazionalità è stata garantita dalle Marine estere». Bene, secondo Rosati è tempo di allargare l'impegno e a concretizzare le idee che stanno maturando in città, naturalmente confrontandole con il Comune, la Provincia, la Camera di Commercio, e tutti gli altri enti interessati. La sua disponibilità e quella dell'istituto è massima. Per cui fin da giugno si metterà a lavoro, riunendo tutte le autorità cittadine per buttare giù un impegno di massima che poi ognuno, per la parte che lo riguarda, dovrà analizzare e portare a termine per l'edizione 2011 del Tan che «non dimentichiamocelo - ha continuato Rosati - deve festeggiare i 150 anni dell'unità d'Italia ed anche i 130 anni della istituzione a Livorno dell'Accademia Navale». Il suo intento è quello di fare dell'Accademia un punto di incontro, un tramite tra una istituzione militare di prestigio e le tante anime della società civile non solo livornese. Incontrando alcuni componenti delle Marine estere si sono detti entusiasti dello stupendo lungomare, della bellezza della Terrazza Mascagni o il Museo di Storia Naturale e, perchè no, quando hanno fatto visita a Montenero da cui si gode un panorama mozzafiato sulla città ed il suo mare. «Perchè - ha detto Rosati - non si presentano insieme alle gare, anche le tante bellezze della città?».  Rosati quando è giunto al comando dell'Accademia ha trovato l'organizzazione del trofeo velico in fase abbastanza avanzata. «Però sono riuscito a far cambiare qualcosa. Ho degli obiettivi che mi sono prefisso e, per quanto mi riguarda, voglio realizzarli. Sono certo che per il prossimo ventottesimo trofeo molte altre cose vanno cambiate».  Interessante anche parlare con Rosati su temi quali l'Accademia e la città. Da quando è giunto a Livorno non è mancata occasione di mettere a disposizione le sue strutture. Ma vuole fare qualcosa in più. «So che i livornesi - ha concluso - sono orgogliosi della "loro" Accademia e dei "cadetti" come li definiscono senza fare distinzione. Io voglio ricambiare questa simpatia».

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