Gioco
Dopo gli esami dei periti incaricati dalla procura per linchiesta sui maxifurti di carburanti
Tolti i sigilli al deposito D'Alesio
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Controlli della stradale su unautocisterna E intanto i tecnici trovano delle falle nel sistema di sicurezza
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LIVORNO. E' stato dissequestrato ed è potuto tornare finalmente a lavorare il deposito di carburanti della D'Alesio dove è stato scoperto il maxifurto di gasolio e benzina che fatto finire agli arresti 19 persone. I periti incaricati dalla procura hanno infatti terminato il loro esame degli impianti che distribuiscono e conteggiano l'erogazione dei carburanti alle autocisterne che li trasportano per la vendita ai distributori. Sui risultati delle verifiche, che hanno visto i tecnici lavorare sia sull'hardware che sul software della sala di controllo dell'impianto, si mantiene uno stretto riserbo, ma sembra che siano stati individuati alcuni punti dove potrebbero essere intervenute le persone che rubavano i carburanti. Infatti, anche se dalle intercettazioni emerge che la banda sfruttava anche gli aumenti e le restrizioni dei volumi dei liquidi legati alla temperatura per giustificare gli amanchi, semmbra che alcune parti, le più vecchie, del sistema di erogazione e di conteggio della sala controllo abbiano evidenziato una falla nel sistema di sicurezza, cosa che avrebbe consentito la sottrazione di grosse quantità di gasolio e benzina. In qualche modo, quindi, si sarebbe potuto passare da un sistema di conteggio automatico ad uno manuale, bloccando di fatto il conteggio dei litri effettivamente usciti dal deposito e versati dentro le autocisterne. A questo proposito si resgistrano le parole di Nello D'Alesio, che dopo essersi detto sollevato dal fatto che finalmente il deposito ha potuto riprendere la sua attività, ha spiegato che anche l'azienda ha immediatamente fatto controllare i suoi impianti ed ha cambiato alcune componenti della sala di controllo e dell'erogazione per aumentare ancora la sicurezza. Alla fine, comunque, D'Alesio ha dischiarato di sentirsi «estremamente amareggiato), come del resto gli altri compionenti della famiglia, della vicenda di cui il gruppo - «un'azienda dove i rapporti personali sono importanti» - è rimasto vittima.
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