Gioco
Povero viale di Antignano, il più bel panorama ancora transennato
Juna Goti
Dopo due anni la frana della passeggiata non è ancora stata riparata
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LIVORNO. Il moletto del Pendola, che per i livornesi è da sempre la "spiaggia dei sordomuti", aspetta ancora che la società senese proprietaria dell'area si decida a mettere mano al portafogli (ma gli ultimi incontri con il Comune non hanno lasciato grandi speranze). Pochi metri più avanti, all'altezza di cala Cabianca, la recinzione sistemata lungo la passeggiata dopo i crolli di due anni fa e l'acquazzone record del febbraio 2009 è ancora al suo posto, stonata come un buco nella tela di un pittore (e il bello è che dal Comune non sanno ancora dare indicazione precise a riguardo).
La suggestiva scalinata che conduce tra le onde continua invece a rifarsi il trucco a ogni flash estivo, ma c'è sempre qualche livornese armato di bomboletta che sa bene come sfregiarla. Verrebbe da dire: povero viale di Antignano... E' qui, tra la spiaggia dei Tre Ponti e le tamerici targate Metamare, che si snoda il percorso del passeggio livornese: chi fa footing lontano dallo smog del centro e dalla vetrina-cartolina della Terrazza Mascagni, chi si concede una scampagnata e chi non rinuncia al primo sole di stagione sulla ghiaia della Ballerina. E' Antignano il salotto buono della costa, ma nonostante il panorama di castelletti e le centinaia di migliaia di euro versati negli anni con i diversi piani di intervento, fa fatica a trovare la forma giusta. E io scrivo... "Ale & Brenda" si vogliono un gran bene.
Tanto che per farlo sapere al mondo hanno deciso di imbrattare, con scritte verdi a caratteri cubitali, l'edificio-terrazza dei Tre Ponti appena riverniciato e costato non proprio due lire. Niente in confronto alla "principessa" che ha turbato per metri i pensieri di un certo Luca: le pareti della scalinata di Antignano non ringraziano, anzi, gridano vendetta. Se poi l'occhio cade sul cartello nascosto tra le siepi pochi metri più avanti a urlare è anche il portafogli. Quello di tutti. Perché tra le stelline dell'Unione Europea e lo stemma di Livorno si legge: "Intervento di consolidamento statico del paramento a amare di Antignano". Costo totale dell'operazione: quasi 400mila euro. Murales del caso a parte, ovviamente. Ancora transenne. Chi frequenta Antignano da una vita sa bene che le discese a mare hanno subito una necessaria trasformazione: messa in sicurezza, cartellonistica che indica i nomi delle spiagge e i numeri da comporre in caso di bisogno, possibilità di noleggiare lettini e ombrelloni. Resta da capire cosa abbia intenzione di fare l'amministrazione di quel tratto che si affaccia, appunto, sulla spiaggia Cabianca e che è recintato da mesi e mesi per alcuni crolli: chissà se sul lungomare di Sanremo o di Capri avrebbe avuto lo stesso trattamento. Cestini vuoti. Ma c'è qualcosa che salta all'occhio dei passanti più delle transenne.
Tra il tappeto di margherite che in questo periodo ricopre i pratini "degli addominali" e gli scogli dei pittori c'è sempre spazio per un po' di inciviltà: i cestini di Aamps sono vuoti e pronti all'uso, ma la bottiglia di birra e il brick di Estathè "stanno meglio" sul muretto. Farà più chic, come il lampione riempito di lucchetti che fronteggia la scalinata o quello privato dello stemma di sicurezza e rattoppato dai tecnici con qualche coccio di vetro. Se poi al cestino a cielo aperto si aggiungono le schifezze portate dal mare e non ancora rimosse (bottiglie di plastica, vasi, perfino copertoni di auto e bombole del gas vuote) il danno è fatto...Almeno per gli escrementi dei cani lasciati lungo il contro viale c'è - se così si può dire - una scusa: i distributori di sacchetti per le deiezioni canine sono tutti vuoti.
La suggestiva scalinata che conduce tra le onde continua invece a rifarsi il trucco a ogni flash estivo, ma c'è sempre qualche livornese armato di bomboletta che sa bene come sfregiarla. Verrebbe da dire: povero viale di Antignano... E' qui, tra la spiaggia dei Tre Ponti e le tamerici targate Metamare, che si snoda il percorso del passeggio livornese: chi fa footing lontano dallo smog del centro e dalla vetrina-cartolina della Terrazza Mascagni, chi si concede una scampagnata e chi non rinuncia al primo sole di stagione sulla ghiaia della Ballerina. E' Antignano il salotto buono della costa, ma nonostante il panorama di castelletti e le centinaia di migliaia di euro versati negli anni con i diversi piani di intervento, fa fatica a trovare la forma giusta. E io scrivo... "Ale & Brenda" si vogliono un gran bene.
Tanto che per farlo sapere al mondo hanno deciso di imbrattare, con scritte verdi a caratteri cubitali, l'edificio-terrazza dei Tre Ponti appena riverniciato e costato non proprio due lire. Niente in confronto alla "principessa" che ha turbato per metri i pensieri di un certo Luca: le pareti della scalinata di Antignano non ringraziano, anzi, gridano vendetta. Se poi l'occhio cade sul cartello nascosto tra le siepi pochi metri più avanti a urlare è anche il portafogli. Quello di tutti. Perché tra le stelline dell'Unione Europea e lo stemma di Livorno si legge: "Intervento di consolidamento statico del paramento a amare di Antignano". Costo totale dell'operazione: quasi 400mila euro. Murales del caso a parte, ovviamente. Ancora transenne. Chi frequenta Antignano da una vita sa bene che le discese a mare hanno subito una necessaria trasformazione: messa in sicurezza, cartellonistica che indica i nomi delle spiagge e i numeri da comporre in caso di bisogno, possibilità di noleggiare lettini e ombrelloni. Resta da capire cosa abbia intenzione di fare l'amministrazione di quel tratto che si affaccia, appunto, sulla spiaggia Cabianca e che è recintato da mesi e mesi per alcuni crolli: chissà se sul lungomare di Sanremo o di Capri avrebbe avuto lo stesso trattamento. Cestini vuoti. Ma c'è qualcosa che salta all'occhio dei passanti più delle transenne.
Tra il tappeto di margherite che in questo periodo ricopre i pratini "degli addominali" e gli scogli dei pittori c'è sempre spazio per un po' di inciviltà: i cestini di Aamps sono vuoti e pronti all'uso, ma la bottiglia di birra e il brick di Estathè "stanno meglio" sul muretto. Farà più chic, come il lampione riempito di lucchetti che fronteggia la scalinata o quello privato dello stemma di sicurezza e rattoppato dai tecnici con qualche coccio di vetro. Se poi al cestino a cielo aperto si aggiungono le schifezze portate dal mare e non ancora rimosse (bottiglie di plastica, vasi, perfino copertoni di auto e bombole del gas vuote) il danno è fatto...Almeno per gli escrementi dei cani lasciati lungo il contro viale c'è - se così si può dire - una scusa: i distributori di sacchetti per le deiezioni canine sono tutti vuoti.
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