Il Tirreno

Livorno

Magna, meno pause e mobilità incentivata

Ma la fabbrica si divide: l'intesa per evitare esuberi va al referendum

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 LIVORNO. Maggiore produttività, maggiore flessibilità, un percorso di mobilità incentivata per chi è vicino all'età pensionabile e per i volontari. Sono queste le condizioni poste da Magna - la multinazionale dell'automotive - per rimanere a Livorno e risolvere in maniera non traumatica il problema dei 200 lavoratori in esubero rispetto all'attuale livello di produzione. Sindacati e azienda hanno firmato un primo accordo che ieri è stato sottoposto al fuoco di fila delle assemblee di fabbrica. E l'accoglienza - a quel poco che è stato possibile sapere - è stata problematica. I lavoratori si esprimeranno sull'ipotesi di accordo con una consultazione a scrutinio segreto: un mini-referendum avviato nell'assemblea di ieri mattina. Ma nell'assemblea del pomeriggio e in quella della notte non si è votato, per dare la possibilità ai lavoratori di valutare più serenamente i contenuti della pre-intesa.  Nell'incontro dell'altro giorno, alla sede di Confindustria, i dirigenti locali della Magna sono stati chiari anche se avari di particolari. Possono portare nello stabilimento di Guasticce nuove commesse, ma per essere competitivi con gli altri stabilimenti devono recuperare produttività e flessibilità. Questo si tradurrebbe in una diversa turnazione e, soprattutto, nella riduzione delle pause (attualmente sono due di un quarto d'ora per turno). Ma l'azienda ha anche posto il problema di un esubero di personale, proponendo un percorso di mobilità volontaria e incentivata: qualcosa di simile fu fatto l'anno scorso e portò all'uscita di una sessantina di lavoratori. Attualmente circa 200 lavoratori su 611 sono in cassa integrazione in deroga. Scadono a luglio ma saranno prorogati fino a fine anno.  Sacrifici in cambio di una prospettiva: questo il patto proposto dalla Magna. Che ha trovato disponibili i sindacati provinciali di categoria - ma la pre intesa è stata firmata anche dai cobas che pure nutrivano dubbi - meno i rappresentanti della Rsu. Le assemblee di ieri hanno evidenziato un malumore di fondo degli operai per le condizioni di lavoro dentro la fabbrica, che verrebbero ulteriormente aggravate dalle eventuali concessioni su produttività e flessibilità. Oggi si dovrebbe sapere l'esito della consultazione, cioè se l'ipotesi di accordo è passata o no. C.M.

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di Redazione web