Attenzione
Caprilli: contenzioso con Inps e ministero e il Comune rischia
Alessandro Guarducci
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Sul futuro prossimo dellippodromo Caprilli incombono ancora tante incertezze 3 MINUTI DI LETTURA
LIVORNO. L'amministrazione comunale, intenzionata ad acquisire il 100% della Labronica corse cavalli rilevando al prezzo simbolico di un euro il pacchetto azionario (50%) attualmente detenuto dall'altro socio (l'Associazione livornese corse cavalli), rischia di accollarsi con questa operazione un debito da oltre 2 milioni di euro. A tanto, infatti, ammonta il conto salatissimo che Inps e ministero del Lavoro hanno presentato alla Labronica in seguito a una vicenda giudiziaria che ha avuto inizio nel lontano 2000, quando durante una verifica dell'ispettorato del lavoro fu contestato alla società livornese il fatto di non aver assunto come lavoratori subordinati gli addetti al totalizzatore durante il periodo estivo, ma di averli invece trattati come semplici collaboratori (co.co.co.). Due milioni di euro sono una cifra enorme, che mettono in dubbio la sopravvivenza stessa dell'ippodromo Caprilli. E che potrebbe ripercuotersi sulle tasche dei contribuenti livornesi se davvero il Comune diventasse l'unico socio. Insomma, il contenzioso grava come una spada di Damocle sulla Labronica. E forse è anche per questo motivo che l'amministrazione guidata da Cosimi, dopo essere partita in quarta nell'inverno scorso, sta tirando un po' il freno: dopo la firma del contratto preliminare d'acquisto, il Comune ha infatti deciso di rinviare il rogito a dopo l'approvazione del bilancio della Labronica (l'assemblea è convocata per domani) senza però indicare una fata precisa. E tutto lascia prevedere che l'operazione sarà formalizzata molto più in avanti, verso la fine dell'anno. Sempre che non ci sia un ripensamento e non se ne faccia più di nulla. Solo nel prossimo autunno, infatti, si conosceranno gli esiti delle due vicende giudiziarie. Il 12 ottobre si discuterà l'appello contro la sentenza del giudice del lavoro che ha ordinato alla società che gestisce il Caprilli di pagare 432 mila euro all'Inps. Sentenza che aveva appunto considerato gli addetti al totalizzatore nel periodo estivo veri e propri lavoratori subordinati e non semplici collaboratori. Contro questa sentenza la Labronica, come detto, ha presentato appello, ma intanto l'Inps ha provveduto a bloccare presso l'Unire il denaro che l'ente avrebbe dovuto destinare alla società livornese in qualità di contributi. Il 20 ottobre, invece, sarà la volta dell'appello presentato dal ministero del Lavoro contro la sentenza emessa dal tribunale civile di Livorno che invece, rietendo quei lavoratori semplici collaboratori, ha respinto la richiesta di pagamento di sanzioni e interessi nei confronti della Labronica per una somma che oggi - con tutte le rivalutazioni - si aggira addirittura sui 1.700.000 euro. Come si vede, i due provvedimenti giudiziari cozzano l'uno contro l'altro. Ma in appello potrebbero anche "unificarsi". E se entrambi i procedimento dovessero concludersi con la condanna della Labronica sarebbero davvero guai seri. Per la sopravvivenza dell'ippodromo, per i posti di lavoro che andrebbero perduti (21 dipendenti a tempo pieno più 65 part time), per le finanze del Comune. Che avrebbe anche difficoltà a trovare un privato a cui affidare la gestione.
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