Il Tirreno

Livorno

Terrazza Mascagni, il gazebo sfregiato da scritte e disegni

Alessandro Guarducci
Terrazza Mascagni, il gazebo sfregiato da scritte e disegni

I parapetti e le colonne sono state imbrattate con i pennarelli. Sono comparse anche molte frasi oscene

3 MINUTI DI LETTURA





LIVORNO. La Terrazza Mascagni continua ad essere utilizzata dai giovani come un foglio su cui raccontare le proprie vite attraverso la vernice delle bombolette. Il fatto è che quelle scritte vergate con lo spray o con i pennarelli non sono poi facilmente eliminabili, e così il monumento simbolo di Livorno finisce per trovarsi in una perenne condizione di degrado.

E' quanto sta capitando al gazebo: oggetto di un accurato intervento di pulizia nel dicembre dello scorso, dopo che era stato sfregiato da numerose scritte (e lo stesso si era verificato sulla pavimentazione e sulle spallette della Terrazza Mascagni), ora è di nuovo imbrattatto un po' dappertutto: colonne, parapetti e pavimento sono stati infatti presi di mira da veri e propri vandali e da ragazzi che, invece, non riescono a capire la gravità del gesto compiuto.

All'interno del gazebo oggi sono visibili dichiarazioni d'amore con nome (e talvolta cognome) del destinatario, non è dato sapere se gradite o meno («Maicol ti amo, by '94»). Richieste di perdono, per chissà quale misfatto compiuto dall'innamorato, che si dichiara pentito e platealmente scrive «amore perdonami, ho sbagliato tutto, ma ti voglio un mondo di bene». Promesse solenni di amicizia o amore eterno. Ma anche semplici liste di nomi per sugellare e ricordare un momento spensierato trascorso in questo luogo («Noi ragazze siamo state qui il 12/03/2010»). Poi ci sono veri e propri messaggi diretti a malcapitati che forse con poco piacere leggeranno il proprio nome sul monumento («Luca R. lavati» o «Maikol e Ele bimbini str...»).

Insomma, un genere di frasi a cui purtroppo ci siamo abituati a vedere dalle parti della Terrazza. Ma stavolta sulle colonne e i parapetti del gazebo (puliti all'esterno, pieni di scritte nella parte interna) si sono aggiunti anche disegni e frasi oscene, bestemmie e numeri telefonici seguiti da promesse a sfondo sessuale, quale divertimento serale. Il tutto utilizzando penne o pennarelli: chi l'ha fatto, insomma, non ha voluto dare nell'occhio e per questo non ha usato le bombolette spray. Ma ciò significa che chi si è divertito - se così si può dire... - a scrivere parolacce o a fare disegni oscene, lo ha fatto di proposito, danneggiando volutamente il monumento.

Ma per impedire questo progressivo degrado, non c'è proprio nulla da fare? È vero che è difficile intervenire e cogliere con le mani nel sacco gli autori di questi gesti. Ed è altrettanto vero che bisogna puntare soprattutto sulla prevenzione, cercando di educare i giovani al rispetto per i beni pubblici. Ma è anche necessario proteggere i monumenti da questi "raid". Magari cominciando a piazzare nella zona le telefacamere per la videosorveglianza così come promesso diversi mesi fa dal Comune.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Lutto

Addio a Fabio Vantaggiato, direttore generale di Gesam Reti

di Redazione Lucca