Gioco
I divieti? In tanti non li rispettano
Francesca Rapposelli
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Una veduta panoramica della Terrazza Mascagni Passeggiata tra ciclisti spericolati e cani senza guinzaglio
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LIVORNO. Terrazza Mascagni, tarda mattinata di un giorno di primavera. All'ingresso i cartelli segnalano chiaramente i divieti. La terrazza non è una pista ciclabile, né un parco in cui portare animali. E tantomeno è consentita la vendita ambulante. Eppure, già da lontano salta all'occhio il fatto che nessuno si cura delle regole. Le biciclette circolano libere sulla pavimentazione a scacchi bianchi e neri, al punto che spesso è necessario passeggiare a zig-zag per sfuggire alle due ruote. I cani si rotolano nel prato, fanno i loro bisogni nelle aiuole o passeggiano vicino ai loro padroni. Qualche volta, ma non sempre, sono tenuti al guinzaglio. Numerosi "vu cumprà" offrono con insistenza monili, occhiali da sole o libri su luoghi esotici, contando soprattutto sulla generosità dei turisti stranieri. I sentieri e il prato non appaiono degni di un luogo talmente bello da rappresentare il biglietto da visita di Livorno nel resto del Paese e in tutto il mondo. Nonostante i cestini della spazzatura, numerosi e sistemati in ogni lato, è frequente calpestare rifiuti di vario genere. Tanto che si rischia di imbrattarsi le scarpe con il "ricordino" di qualche amico a quattro zampe, regalo che un padrone distratto ha generosamente concesso a chi vuole semplicemente godersi la Terrazza Mascagni. Il muro sul lato nord, più che come delimitazione geografica, è usato come un foglio in cui i giovani livornesi raccontano le proprie vite attraverso la vernice delle bombolette. Lo stesso accade dentro il gazebo. Ma questa è un'altra storia.
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