Lutto
Detenuti e agenti uniti nella protesta
Lara Loreti
Duecento reclusi delle Sughere rifiutano di consumare i pasti a mensa
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LIVORNO. Duecento detenuti in sciopero per solidarietà con gli agenti penitenziari per protestare contro le condizioni precarie in cui vivono all'interno delle Sughere. La popolazione del carcere dal primo maggio non usufruisce dei pasti della mensa come forma di ribellione al sovraffollamento delle celle. I primi a far sentire la propria voce, da sabato a pranzo, sono stati i circa cento detenuti delle sezioni settima e ottava, le più delicate, dove si trovano anche persone con problemi di tossicodipendenza.
A loro poi ieri si sono aggiunti anche altri due reparti che contano ognuno circa 50 detenuti. «Vogliamo protestare in modo pacifico, senza creare problemi agli agenti», hanno detto i detenuti alla polizia penitenziaria.
I pasti alle Sughere vengono portati in cella da un detenuto addetto alla distribuzione del cibo che si occupa anche delle porzioni. Ma i pasti vengono rifiutati dai detenuti, che hanno deciso di mangiare arrangiandosi per conto loro, cucinando qualcosa in cella o acquistando snack al bar. I detenuti vivono in condizioni molto disagiate: in due e persino in tre in celle che dovrebbero ospitare solo una persona; alcune parti della struttura sono fatiscenti; le condizioni igieniche sono penose e i bagni pochi. La popolazione delle Sughere si ribella anche alle lungaggini del Governo nell'attuare misure anti-sovraffollamento. È così che la ribellione dei detenuti si unisce a quella degli agenti, anche loro in "sciopero della mensa". Alla protesta partecipano tutte le sigle unite, rappresentate dai sindacalisti: Ciriaco Serluca (Sappe), Mauro Barile (Uil), Massimo Sanapo (Sinappe), Marino Fraioli (Cgil), Riccardo De Cristofaro (Osapp) e Giovanni Palermo (Fsa). «È il settimo giorno che la polizia penitenziaria si astiene dalla consumazione dei pasti, e quindi non fruisce della mensa ordinaria di servizio - dice Mauro Barile segretario provinciale della Uil, che si fa portavoce del disagio dei lavoratori - Alla protesta ha aderito la quasi totalità dei lavoratori, circa 80 su cento».
Gli ospiti dell'istituto detentivo si sono sfogati con la penitenziaria: «Protestiamo con i poliziotti, anche se spesso non soddisfano le nostre esigenze, in quanto ci rendiamo conto che gli agenti lavorano con difficoltà perché sono pochi», hanno detto ai poliziotti. «La vecchia gestione del carcere è stata poco attenta e poco accorta ai nostri problemi: arrivare a un decremento così drastico del personale è stato sconsiderato. La dirigenza si sarebbe potuta, anzi dovuta, attivare prima per aumentare il personale, e invece ha sempre ignorato la nostra richiesta: il decremento degli agenti risale a circa dieci anni».
Le Sughere tutt'oggi sono senza direttore. Lo scorso anno è andata in pensione la direttrice Anna Carnimeo. E così da fine 2009 la reggenza provvisoria è stata assunta da Maria Grazia Gianpiccolo, attuale coordinatrice del carcere di Volterra, che però non riesce a dividersi tra i due istituti detentivi. «Di fatto siamo senza direttore», dice Barile. «La nostra protesta andrà avanti ad oltranza finché chi di dovere non ci contatterà - conclude il segretario della Uil - per un confronto volto a risolvere la nostra situazione, che è sempre più precaria».
A loro poi ieri si sono aggiunti anche altri due reparti che contano ognuno circa 50 detenuti. «Vogliamo protestare in modo pacifico, senza creare problemi agli agenti», hanno detto i detenuti alla polizia penitenziaria.
I pasti alle Sughere vengono portati in cella da un detenuto addetto alla distribuzione del cibo che si occupa anche delle porzioni. Ma i pasti vengono rifiutati dai detenuti, che hanno deciso di mangiare arrangiandosi per conto loro, cucinando qualcosa in cella o acquistando snack al bar. I detenuti vivono in condizioni molto disagiate: in due e persino in tre in celle che dovrebbero ospitare solo una persona; alcune parti della struttura sono fatiscenti; le condizioni igieniche sono penose e i bagni pochi. La popolazione delle Sughere si ribella anche alle lungaggini del Governo nell'attuare misure anti-sovraffollamento. È così che la ribellione dei detenuti si unisce a quella degli agenti, anche loro in "sciopero della mensa". Alla protesta partecipano tutte le sigle unite, rappresentate dai sindacalisti: Ciriaco Serluca (Sappe), Mauro Barile (Uil), Massimo Sanapo (Sinappe), Marino Fraioli (Cgil), Riccardo De Cristofaro (Osapp) e Giovanni Palermo (Fsa). «È il settimo giorno che la polizia penitenziaria si astiene dalla consumazione dei pasti, e quindi non fruisce della mensa ordinaria di servizio - dice Mauro Barile segretario provinciale della Uil, che si fa portavoce del disagio dei lavoratori - Alla protesta ha aderito la quasi totalità dei lavoratori, circa 80 su cento».
Gli ospiti dell'istituto detentivo si sono sfogati con la penitenziaria: «Protestiamo con i poliziotti, anche se spesso non soddisfano le nostre esigenze, in quanto ci rendiamo conto che gli agenti lavorano con difficoltà perché sono pochi», hanno detto ai poliziotti. «La vecchia gestione del carcere è stata poco attenta e poco accorta ai nostri problemi: arrivare a un decremento così drastico del personale è stato sconsiderato. La dirigenza si sarebbe potuta, anzi dovuta, attivare prima per aumentare il personale, e invece ha sempre ignorato la nostra richiesta: il decremento degli agenti risale a circa dieci anni».
Le Sughere tutt'oggi sono senza direttore. Lo scorso anno è andata in pensione la direttrice Anna Carnimeo. E così da fine 2009 la reggenza provvisoria è stata assunta da Maria Grazia Gianpiccolo, attuale coordinatrice del carcere di Volterra, che però non riesce a dividersi tra i due istituti detentivi. «Di fatto siamo senza direttore», dice Barile. «La nostra protesta andrà avanti ad oltranza finché chi di dovere non ci contatterà - conclude il segretario della Uil - per un confronto volto a risolvere la nostra situazione, che è sempre più precaria».
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