Il Tirreno

Livorno

Donna inghiottita dal mistero

S.C. /  
Levantina Novi
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Levantina Novi

Scomparve da Ardenza due anni fa, il nipote la sta cercando

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 LIVORNO. «Non riesco a darmi pace, vorrei solo sapere che fine ha fatto mia zia. Temo che sia morta, ma spero sempre che qualcuno riesca a dirmi cosa le è successo». Rossano Novi, di Santa Maria a Monte, continua le ricerche della zia Levantina Novi, 82 anni, scomparsa da Livorno due anni fa.  Era il pomeriggio del Primo maggio quando i figli si accorsero della scomparsa della pensionata. Levantina era uscita di casa, nella zona di Ardenza, in ciabatte, con pochi spiccioli in tasca. Difficile pensare che sia andata troppo lontana. I familiari inizialmente pensarono che fosse uscita per andare a fare un giro in una giornata di sole. Invece, da quel pomeriggio Levantina ha fatto perdere le sue tracce. I parenti sono convinti che le sia accaduto il peggio, ma il corpo non è mai stato trovato e questo tiene accese le speranze. Nei giorni successivi alla scomparsa la pensionata è stata cercata anche vicino agli scogli, sulla costa livornese. Poi, la famiglia si è rivolta anche alla trasmissione "Chi l'ha visto?", dove è stato mandato in onda anche un appello a cui però nessuno ha risposto. Levantina è sparita nel nulla.  I parenti che abitano a Santa Maria a Monte sono in ansia per la sorte della pensionata. La sorella Piera Novi, e un nipote, Rossano Novi, non si rassegnano e oggi, a distanza di due anni, rinnovano l'appello. «Se qualcuno è a conoscenza di dove sia andata Levantina o di cosa le sia successo - dice il nipote Rossano - contatti le forze dell'ordine». I parenti non nascondono di essere rimasti insoddisfatti dalle indagini effettuate nei giorni successivi alla scomparsa della pensionata. Sono convinti che il caso sia stato archiviato troppo presto e vorrebbero sapere, nel caso fosse accaduto il peggio, dove poter cercare la loro cara.  Levantina Novi, pur avendo più di 80 anni, era una persona in gamba quando si è allontanata da casa. Era lucida, autosufficiente, e nessuno, al di là di alcuni momenti di depressione, aveva mai intuito un disagio particolare. «Per me era come una seconda mamma - dice il nipote - non è facile accettare di non vederla più. Anche se i figli non l'hanno più cercata, noi non ci vogliamo rassegnare».

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di Redazione web