Gioco
Davanti al gazebo la festa muta dei cassintegrati
Anna Cecchini
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Sopra da sinistra Claudia Cerase e Serenella Ceccarini 2 MINUTI DI LETTURA
LIVORNO. Per inneggiare al primo maggio, la festa dei lavoratori, loro non fanno niente. Stanno a casa, insieme alle preoccupazioni che le assillano da un anno e quattro mesi. Perché loro un lavoro non ce l'hanno più. Claudia Cerase e Serenella Ceccarini sono due cassintegrate della Giolfo & Calcagno, l'azienda di prodotti ittici surgelati che ha chiuso i battenti, lasciando a casa cento lavoratori. Qualcuno, soprattutto gli impiegati, hanno trovato un altro lavoro. Ma una sessantina sono ancora senza un'occupazione. Come Claudia e Serenella, che fanno lavoretti saltuari, ma più che altro trascorrono i loro pomeriggi nel gazebo che i cassintegrati della Giolfo & Calcagno hanno allestito dallo scorso settembre in piazza del Comune. «Veniamo qui - dice Serenella - perché le istituzioni e la gente comune ci devono vedere, non si devono dimenticare della nostra condizione». Serenella ha 48 anni, quasi dieci dei quali lavorati nell'azienda di pesce congelato. Ora va avanti con poco più di 700 euro al mese. «E pure mio marito - dice con le lacrime agli occhi - è in cassa integrazione. Menomale abbiamo una casa di proprietà, m ala notte mi sveglio e penso che se non trovo un lavoro saremo costretti a venderla pur di sopravvivere». Serenella ha provato a cercare un'occupazione: «Ho girato Livorno e Psia, ma appena sentono l'età mi dicono che è un problema». Claudia è più giovane, ma anche per lei la cassa integrazione vuol dire ansia continua. Significa non poter sapere se sei in grado di costruire il tuo futuro. «Con quelle 750 euro al mese - dice - ce la faccio a malapena a tirare avanti. Ho un mutuo di 430 euro al mese, e poi la benzina. Per fortuna ci sono i miei genitori, che magari mi danno una mano con qualche bolletta e con la spesa. Cene fuori non se ne parla neanche, non faccio nulla. La prima cosa a cui ho rinunciato è stato l'acquisto di vestiti nuovi, se proprio ne ho bisogno cerco quelli che costano pochi euro». Anche Caludia ha provato a trovare un nuovo lavoro, nel timore che la cig in deroga in scadenza il prossimo lugio, non venga rinnovata. Allora sarà il tracollo. «È un momento difficile - dice Claudia - trovo soltanto da fare la donna delle pulizie per qualche ora e adesso ho accettato qualche lavoretto in campagna. Anche per rendermi utile, perché questa situazione ti fa sentire come impotente. Non è colpa nostra, ma il lavoro che avevamo ce lo hanno portato via».
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