Il Tirreno

Livorno

SIMONCINI REPLICA

Per noi è stata una doccia fredda, la colpa è solo dell'azienda

Gianfranco Simoncini / assessore regionale al lavoro

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 Ritengo necessario chiarire i contorni di quella che, anche per noi, è stata un'autentica doccia fredda. L'azienda infatti, venendo meno all'accordo firmato venerdì 26 marzo, nel quale aveva preso l'impegno di far presentare alle agenzie di somministrazione la richiesta di cassa integrazione in deroga, ha deciso unilateralmente che non riteneva sussistere le condizioni per prorogare i contratti scaduti. E ce l'ha comunicato direttamente martedì, nella riunione che avevamo programmato per perfezionare l'accordo con la firma, senza alcuna preventiva informazione. Purtroppo senza un contratto in essere viene meno il requisito essenziale per poter concedere la cassa integrazione in deroga. Da parte nostra, come avevamo annunciato, era tutto pronto. Non solo. Avevamo ipotizzato due soluzioni per risolvere l'unico problema che fino a quel momento era stato sollevato, cioè quello della anticipazione della Cigs in deroga ai lavoratori, così da non lasciare scoperti i lavoratori nemmeno nel periodo di attesa della cassa. La responsabilità di questa situazione quindi non deve essere imputata alla Regione, ma unicamente all'azienda. La Regione, da parte sua, ha tentato in maniera motivata e in accordo con le organizzazioni sindacali, di farla retrocedere dalla decisione di non prorogare i contratti, ma senza successo. Ribadiamo che gli strumenti per assicurare una integrazione dei redditi dei lavoratori interinali ci sono e possono essere attivati, con l'unica condizione, che vale per tutti i lavoratori, cioè che vi sia un contratto di lavoro in essere.

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