Sicurezza
Zingoni aspetta la chiamata
lu.dem.
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Marco Taradash e Maurizio Zingoni: in Regione tutti e due? Se andrà in Regione rimarrà coordinatore del Pdl
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LIVORNO. «Noi crollati? Non direi. Alle comunali di un anno fa avevamo il 19,4 per cento e stavolta abbiamo preso il 19,8». Maurizio Zingoni, coordinatore del Pdl, cita questo dato della città capoluogo e poi prende quello dell'isola d'Elba, «dove dal 35 passiamo al 37 per cento» per portare acqua al mulino della tesi della buona performance del Pdl in queste regionali. «Sia chiaro - dice - non è che improvvisamente mi metto a cantar vittoria: so che potevamo andar meglio, anche se per noi questa è una città difficile, ma è un discorso che vale anche per altre forze politiche. E il confronto con le amministrative del giugno 2009 non è negativo, perché non ha senso sommare al nostro dato quello della lista civica di Taradash che c'era un anno fa. Io parlo a nome del Pdl, ed è con la lista del Pdl che faccio i confronti». Anche secondo Zingoni, come aveva detto ieri Taradash, parte della responsabilità del risultato non esaltante è da attribuire al forte calo nella partecipazione al voto e ai contrasti interni al partito: «Certe conflittualità non hanno certo fatto bene, ma adesso è ora di voltar pagina e di continuare a lavorare». Zingoni attende anche la chiamata per il Consiglio regionale. Basta che Taradash opti per il seggio ottenuto nel listino regionale e le porte dell'assemblea regionale si apriranno anche per il coordinatore provinciale del partito. «Così dicono gli accordi presi prima del voto», spiega Taradash. E Zingoni conferma: «Sono gli accordi che conosco anch'io e che mi aspetto vengano confermati». Se partirà per Firenze, Zingoni dovrebbe comunque rimanere coordinatore del Pdl livornese. «Io sono uomo di partito - dice - e farò quello che il partito mi chiede di fare, ma il Pdl sta nascendo adesso e quindi credo che in questa fase sarebbe opportuno rimanere nella mia carica di coordinatore: è ancora aperto il tesseramento, che chiuderà a giugno, dopo di che saranno celebrati i congressi che sanciranno la costituzione ufficiale del Popolo della libertà». Maurizio Zingoni esclude che ci siano in vista rese dei conti interne al Pdl, che per qualcuno sarebbero scattate subito dopo le elezioni regionali, per risolvere i contrasti che tengono banco da anni e che vedono su un fronte il gruppo che fa capo a Marcella Amadio e sull'altro quello guidato da Taradash. «Nessuna resa dei conti - dice - anche perché la verità è che noi abbiamo subito una scissione silenziosa. Cerchiamo di ricostruire con un minimo di serenità quello che è successo: cinque persone hanno lasciato il nostro gruppo consiliare subito dopo le amministrative e nessuna di queste mi ha mai chiesto di rientrare nel gruppo. Per quanto ci riguarda, sono fuori dal partito. Lo andiamo dicendo da tempo: per il Pdl esiste un solo gruppo consiliare, quello guidato da Marco Taradash. Tutto il resto non fa parte del Pdl che vogliamo costruire e che sta per mettere le radici anche da noi».
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