Sicurezza
BORGO SAN JACOPO
Strada chiusa ai soccorsi
Lara Loreti
Cinquanta centimetri in più per la sicurezza. Cinquanta centimetri in più per garantire gli interventi dell'emergenza. E per non rischiare di soccorrere un ferito, trasportandolo in strada sulle barelle perché l'ambulanza non riesce a passare nella strettoia. L'ingresso di via degli Archi dovrà essere allargato proprio di quei 50 centimetri
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LIVORNO. Cinquanta centimetri in più per la sicurezza. Cinquanta centimetri in più per garantire gli interventi dell'emergenza. E per non rischiare di soccorrere un ferito, trasportandolo in strada sulle barelle perché l'ambulanza non riesce a passare nella strettoia. L'ingresso di via degli Archi dovrà essere allargato proprio di quei 50 centimetri. Non c'è altro sistema per risolvere un problema annoso, che va avanti da anni: la strada - lato Borgo Cappuccini - ha un ingresso così stretto che le ambulanze vi entrano per miracolo. Quanto ai mezzi dei vigili del fuoco, ci passano solo quelli piccoli: niente da fare per autopompe e autogru.
La situazione è critica e la gente protesta. «Sono anni che facciamo presente questa situazione - dice un residente - e L'altra settimana, è successo l'ultimo di una serie di episodi: una persona s'è sentita male e l'ambulanza non ce l'ha fatta a passare e ad arrivare nel punto dell'emergenza». I volontari sono dovuti andare a piedi e poi trasportare il ferito sulla lettiga fino all'ambulanza, che era in sosta a diversi metri dall'abitazione in questione. Urge una soluzione: non è pensabile, infatti, che i soccorritori trasportino i feriti sul lettino trascinandoli per strada, sfidando le intemperie. Centimetro alla mano, le ambulanze passerebbero anche attraverso la strettoia posta all'ingresso della strada e poi sotto l'arco, ma il punto è che nel momento dell'emergenza, quando bisogna correre, non si può certo pretendere che gli autisti dei mezzi di soccorso si mettano a prendere le misure per infilarsi in un cunicolo, senza distruggere l'ambulanza. I residenti della zona, che abitano tra Borgo Cappuccini, Borgo San Jacopo, la stessa via dei degli Archi e vicolo dei Vetrai, hanno protestato più volte, invocando l'intervento dell'amministrazione.
Per rispondere ai cittadini, ieri mattina il presidente della circoscrizione 3, Giovanni Battocchi, ha organizzato una simulazione con i mezzi della Misericordia, dei vigili del fuoco, della protezione civile, e con vigili urbani e rappresentanti dei cittadini. Al termine della conferenza dei servizi, è stato stabilito che è necessario allargare l'ingresso della strada. «Il nostro dovere è garantire sicurezza ai cittadini - dice Battocchi - per questo faremo il massimo per risolvere il problema in fretta. Nelle prossime settimane invieremo un progetto per l'ampliamento alla Sovrintenza dei Beni culturali, che tutela l'arco. Una volta ottenuto il via libera, speriamo presto, ci muoveremo in fretta».
Battocchi spiega che a rendere il passaggio dei mezzi ancora più complicato è anche la sosta selvaggia. «È per questo che l'anno scorso abbiamo ingrandito il parcheggio all'altezza di via Calatafimi», dice Battocchi. E in caso di incendio, come si fa, considerando che i mezzi dei pompieri non entrano nella strettoia? «Questo è un grosso limite - dice il presidente della circoscrizione - per ciò lo scorso anno abbiamo posizionato delle bocchette tipo tombini vicino via Calatafimi a cui le pompe dei vigili del fuoco possono attingere per raggiungere il luogo del rogo più agevolmente».
La situazione è critica e la gente protesta. «Sono anni che facciamo presente questa situazione - dice un residente - e L'altra settimana, è successo l'ultimo di una serie di episodi: una persona s'è sentita male e l'ambulanza non ce l'ha fatta a passare e ad arrivare nel punto dell'emergenza». I volontari sono dovuti andare a piedi e poi trasportare il ferito sulla lettiga fino all'ambulanza, che era in sosta a diversi metri dall'abitazione in questione. Urge una soluzione: non è pensabile, infatti, che i soccorritori trasportino i feriti sul lettino trascinandoli per strada, sfidando le intemperie. Centimetro alla mano, le ambulanze passerebbero anche attraverso la strettoia posta all'ingresso della strada e poi sotto l'arco, ma il punto è che nel momento dell'emergenza, quando bisogna correre, non si può certo pretendere che gli autisti dei mezzi di soccorso si mettano a prendere le misure per infilarsi in un cunicolo, senza distruggere l'ambulanza. I residenti della zona, che abitano tra Borgo Cappuccini, Borgo San Jacopo, la stessa via dei degli Archi e vicolo dei Vetrai, hanno protestato più volte, invocando l'intervento dell'amministrazione.
Per rispondere ai cittadini, ieri mattina il presidente della circoscrizione 3, Giovanni Battocchi, ha organizzato una simulazione con i mezzi della Misericordia, dei vigili del fuoco, della protezione civile, e con vigili urbani e rappresentanti dei cittadini. Al termine della conferenza dei servizi, è stato stabilito che è necessario allargare l'ingresso della strada. «Il nostro dovere è garantire sicurezza ai cittadini - dice Battocchi - per questo faremo il massimo per risolvere il problema in fretta. Nelle prossime settimane invieremo un progetto per l'ampliamento alla Sovrintenza dei Beni culturali, che tutela l'arco. Una volta ottenuto il via libera, speriamo presto, ci muoveremo in fretta».
Battocchi spiega che a rendere il passaggio dei mezzi ancora più complicato è anche la sosta selvaggia. «È per questo che l'anno scorso abbiamo ingrandito il parcheggio all'altezza di via Calatafimi», dice Battocchi. E in caso di incendio, come si fa, considerando che i mezzi dei pompieri non entrano nella strettoia? «Questo è un grosso limite - dice il presidente della circoscrizione - per ciò lo scorso anno abbiamo posizionato delle bocchette tipo tombini vicino via Calatafimi a cui le pompe dei vigili del fuoco possono attingere per raggiungere il luogo del rogo più agevolmente».
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