Il Tirreno

Livorno

Una malattia lo ha sconfitto a soli 49 anni

Se ne è andato Raimondo: addio Ultimo Cavaliere

Raimondo Bonsignori
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Raimondo Bonsignori

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 LIVORNO. Il 10 marzo scorso, vittima di una grave malattia, moriva Raimondo Bonsignori, 49 anni. Una persona molto conosciuta in città che però aveva espressamente chiesto di non divulgare la notizia della sua scomparsa. Ora gli amici di sempre e la compagna Sonia sono usciti allo scoperto per ricordarlo così com'era: un uomo buono. Fabio Quirici ha scritto per lui una struggente poesia, intitolata "L'ultimo Cavaliere", che finisce con questa strofa: «ancora grazie per il tuo talento/che nascondeva dolore e gran tormento/facendo tutti noi dimenticare/che cosa avessi addosso da curare/sei stato grande, fratel mio Raimondo/ultimo Cavalier di questo mondo».  Antonio Saikali invece ci ha inviato questa testimonianza.  «Per chi lo conosceva Raimondo era un riferimento sicuro, sempre disponibile ad ascoltare ed affrontare i problemi, più quelli altrui che i propri. E questo si manifestava anche negli ultimi mesi quando la malattia con cui conviveva coraggiosamente e con disarmante serenità da quasi dieci anni, lo stava indebolendo sempre più. Lo chiamavi per incoraggiarlo e lui prima che tu facessi in tempo a dire "come va?" era già alla carica per sapere se era passato il raffreddore del bimbo e com'era andata la visita della figlia. Si preoccupava sempre più per gli altri che per se stesso e metteva sempre avanti il tuo problemino al suo ben più grande; era capace di affrontare gli argomenti più profondi come quelli più pratici e non era immune da accalorate "arrabbiature" che però venivano sempre superate con intelligenza e una sana autoironia.  Anche l'ultimo tentativo terapeutico si è rivelato inutile, e dopo il trapianto di midollo a febbraio il declino è stato inesorabile. Di Raimondo si ricordano soprattutto le frequentazioni sportive e gli assidui anni in palestra, dal glorioso "Spartan" degli anni 80 allo scantinato di Marina di Pisa che frequentava anche negli ultimi mesi. Appassionato di ogni sport e tifoso di tutte le squadre livornesi si è espresso, grazie alla sua stazza, nella pallacanestro; si ricorda il giocatore, che per anni ha ricoperto il ruolo di pivot per la "Kripton Basket" nei campionati Amatori di Livorno dove il miscuglio tra sportivi puri e vecchie glorie ha prodotto sfide epiche. Si ricordano le grandi tavolate intorno ad un vassoio di pasta o le bisteccate e le tante cene alle quali era sempre il primo da invitare e l'ultimo a lasciare il tavolo. Si ricordano le scampagnate per il 1º maggio festa alla quale teneva molto e occasione per ritrovarsi insieme alla "solita" grigliata».  «Raimondo era figlio unico e dopo la prematura scomparsa del padre, ha abbandonato ogni occupazione per dedicarsi alle cure di se stesso e della mamma inferma. Non aveva ancora figli, ma era il migliore amico dei nostri, e soprattutto aveva moltissimi amici, quasi tutti con la A maiuscola e tutti disposti a fare qualcosa per lui, anche se alla fine nessuno c'è riuscito veramente, perché lui per un amico avrebbe fatto qualunque cosa».  «Negli ultimi anni aveva stretto un bel rapporto con Sonia, compagna che le è stata vicina, più di ogni altro, fino all'ultimo e con la quale stava pianificando il matrimonio; c'è stato anche un tentativo in extremis, ma ormai le sue condizioni erano tali da non fargli pronunciare neppure il fatidico si, anche se alcuni di noi che volevano essere testimoni di quel momento tanto desiderato, hanno percepito il gesto del pollice alzato come ultimo assenso che forse lo ha accompagnato felice nelle ultime ore.  Ciao amico di sempre».

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