Gioco
L'allarme dei commercianti
Un'invasione di banconote fasulle
Jimmy Morrone
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Le monete false con il trascorrere degli anni diventano più scure di quelle vere. Le banconote di taglio più piccolo, come quelle da 20 euro, hanno sul retro una striscia iridescente verticale. Nella banconota è incorporato il filo di sicurezza che in controluce appare come una linea scuraAllarme banconote false in città. Se vi capita di ricevere 20 o 50 euro, fate attenzione e controllatele con cura. Sono le più taroccate. A lamentarsi e a denunciare il fenomeno sono in primo luogo molti commercianti, in particolar modo del centro, truffati da abili falsari o beffati involontariamente da incolpevoli clienti
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LIVORNO. Allarme banconote false in città. Se vi capita di ricevere 20 o 50 euro, fate attenzione e controllatele con cura. Sono le più taroccate. A lamentarsi e a denunciare il fenomeno sono in primo luogo molti commercianti, in particolar modo del centro (Venezia, via Grande, piazza della Repubblica), truffati da abili falsari o beffati involontariamente da incolpevoli clienti. E di conseguenza stanno proliferando gli acquisti dei rilevatori per verificare l'autenticità del denaro. «E' inevitabile proteggerci - racconta Shatti Ali Hadi, titolare di una tabaccheria in via Borra - perché sta capitando troppo spesso». «Un ragazzo - racconta un barista del centro che tuttavia non vuole "pubblicità" - mi ha messo sul bancone 20 euro per pagare alcuni pacchetti di patatine. Gli ho fatto notare che mi sembravano strane e lui è scappato...». BANCA D'ITALIA. Il problema sembra essere aumentato da quando la Banca d'Italia ha deciso una razionalizzazione delle filiali toscane. Chiusi gli uffici di Arezzo, Massa, Pistoia e Lucca, declassato a semplici compiti di informazione quello di Pisa, l'unica sede della zona costiera in possesso della gestione della Tesoreria di Stato è rimasta Livorno, oltre a Firenze, Siena e Grosseto. Operazioni di incasso e pagamento per conto di amministrazioni pubbliche, banche e uffici postali: questi alcuni dei compiti svolti. Un elevato volume di denaro che dunque attraversa la città e che, in proporzione, attira in misura maggiore i falsi in circolazione in tutta la Toscana. COSA FARE. I passaggi spesso avvengono in maniera inconsapevole: i clienti pagano, i negozianti ricevono i soldi senza farci caso, le banconote false entrano in cassa. E poi il giro riprende. Il guaio è che una volta analizzate, o ancora peggio quando l'incasso viene consegnato in banca per l'accredito sul conto, si scopre l'inganno, ma a quel punto ormai è troppo tardi. Per voi sventurati non esiste nessun modo per essere "risarciti". E' sempre opportuno, comunque, fornire alle forze di polizia quanti più dettagli possibili riguardo alla provenienza delle banconote. L'unica soluzione - consigliano le forze dell'ordine - nel caso abbiate dubbi di autenticità, è contattare la propria banca e provare a chiederne il cambio. Altrimenti se si è certi del falso, vietato spendere la banconota e rimetterla in circolo (il solo possesso è un reato possibile), ma consegnarla al proprio istituto di credito o all'ufficio postale che la spedisce alla Banca d'Italia: qui, dopo il sequestro ordinato dal Gip e prima della distruzione operata dalle Fiamme gialle, i soldi fasulli vengono analizzati e studiati in modo da trovare le contromisure adatte. Se la Banca d'Italia accerta la legittimità della banconota, si viene rimborsati senza alcuna trattenuta con vaglia cambiario di pari importo. In caso contrario non è dovuto alcun rimborso. IN AUMENTO. Nel 2009 a livello nazionale i pezzi da 20 euro (62%), 50 (19%) e 100 (17%) sono state i più falsificati e rappresentano il 98% del business, per un totale di 163.420 banconote contraffatte. Numeri in ascesa, poiché nel 2008 erano state 142.260. Ovvio che chi spaccia cerca di trarre il massimo beneficio, ed ecco perché le più copiate sono i 20 euro, seguiti dai 50 e dai 100 euro, banconote di medio-grosso taglio e anche quelle più utilizzate negli scambi. COME SI RICONOSCONO. Un recente vademecum pubblicato dal comando antifalsificazione monetaria dei Carabinieri consiglia alcuni piccoli trucchi: toccare, guardare, muovere, controllare. Nei 100 euro l'ologramma costituisce la prova della verità, nei 50 la striscia dorata deve essere sempre presente, mentre i 5 euro sono sospetti se hanno un colore troppo sbiadito.
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