Il Tirreno

Livorno

ARRESTO A MONTENERO

Preso dai carabinieri il ladro che colpiva nella pausa pranzo

Preso dai carabinieri il ladro che colpiva nella pausa pranzo

Arrestato dai carabinieri il ladro della pausa pranzo: è Alessandro Pini, 38 anni, livornese, considerato un autentico specialista del settore: basti pensare che era uscito di carcere solo lo scorso settembre dopo aver scontatao una pena per un altro furto in un negozio. Adesso i carabinieri lo accusano del tentato furto per il quale è stata arrestato ma anche anche di tre altri colpi a danni di altrettanti negozi

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LIVORNO. Arrestato dai carabinieri il ladro della pausa pranzo: è Alessandro Pini, 38 anni, livornese, considerato un autentico specialista del settore: basti pensare che era uscito di carcere solo lo scorso settembre dopo aver scontatao una pena per un altro furto in un negozio.

Adesso i carabinieri lo accusano del tentato furto per il quale è stata arrestato ma anche anche di tre altri colpi a danni di altrettanti negozi.

L'arresto è avvenuto alle 15 di lunedì a Montenero: un passante ha notato un uomo che armeggiava attorno alla saracinesca di una tabaccheria-alimentari in via di Montenero, e intuendo che stava succedendo qualcosa di anomalo, ha chiamato i carabinieri. Sul posto sono così accorse la pattuglia della stazione di Montenero e una gazzella del radiomobile.

All'arrivo dei militari, l'uomo, che, nel frattempo, aveva ormai aperto la saracinesca, si è allontanato di corsa dal negozio, gettando a terra un oggetto, che, recuperato, è risultato essere uno scalpello. Il Pini si è diretto verso una bicicletta, una mountain bike che era stata lasciata a breve distanza, ma è statao subito bloccato dai carabinieri. I militari hanno poi notatao che la serranda della tabaccheria era stata forzata facendo due fori, uno a sinistra e l'altro a destra del blocchetto della serratura, staccando così i tiranti che bloccano la saracinesca e consentendo quindi di sollevarla. Nello zainetto che Alessandro Pini aveva con sé, l'uomo nascondeva, oltre ad un trapano elettrico a batteria, su cui era ancora montata una punta dello stesso diametro dei fori appena praticati alla serranda, altri tre scalpelli, un cacciavite ed un metro avvolgibile. Completava la dotazione un passamontagna di lana, con i fori per gli occhi. La tecnica utilizzata dall'uomo, la bicicletta usata per gli spostamenti e il particolare del passamontagna, indossato per non essere riconosciuto nel caso in cui il negozio da svaligiare fosse dotato di telecamera a circuito chiuso, inducono a credere che il Pini possa essere l'autore di una lunga serie di furti recentemente messi a segno in numerosi negozi cittadini durante la chiusura per la pausa pranzo. La sua tecnica era semplice: arrivava nei pressi del negozio da colpire, annotava l'orario di apertura, chiusura pomeridiana e riapertura, poi, durante la chiusura per il pranzo, quando i commercianti andavano a casa, forzata la serratura della saracinesca, entrava nel negozio e, dopo aver scassinato la cassa con gli scalpelli, prendeva i soldi contenuti e usciva tranquillamente, abbassando la saracinesca. In questo modo, visto l'orario e la disinvoltura con cui agiva, non destava i sospetti dei rari passanti, e questo spiega come mai fino ad ora fosse riuscito a farla franca.

In particolare, fra gli ultimi furti che i carabinieri ritengono portare la sua "firma" c'è il colpo ad un negozio di corso Amedeo, il 3 marzo, e a due lavanderie, l'8 marzo scorso, rispettivamente in via Donnini e in via Toscana. All'esterno del negozio di corso Amedeo il ladro era stato ripreso dalla telecamera mentre arrivava su una bicicletta, identica a quella utilizzata dal ladro di Montenero, calandosi sul volto un passamontagna uguale a quello trovato nello zainetto.

Va segnalato che altri colpi con una tecnica simile sono stati messi a segno pochi giorni dopo in viale Carducci, ad un altra tabaccheria, e in via del Fante, ad un negozio di calzature, ancora una volta con la tecnica di forare la serranda con un trapano, mentre un terzo negozio svaligiato sempre in via Del Fante, aveva la serranda abbssata senza essere stata chiusa a chiave. E nelle settimane scorse si sono registrati una decina di episodi simili ai danni di negozi del centro, a volte con bottini anche notevoli.

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di Redazione web