Gioco
Aamps non paga i fornitoria rischio anche gli stipendi
Anna Cecchini /
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Operatori Aamps al lavoro e sotto a sinistra l’assessore Claudio Ritorni, a destra il presidente di Aamps Massimo CappelliL’azienda tace, ma sarebbero a rischio anche gli stipendi dei dipendenti. E intanto Palazzo Civico ha deciso di anticipare 1 milione e 700mila euro, che avrebbe dovuto dare nell’arco del 2010. A lamentare il mancato pagamento sono una serie di imprese che forniscono vari servizi all'azienda
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LIVORNO. Aamps non ce la fa a saldare i fornitori e sembra che nell'immediato futuro possa avere difficoltà a versare gli stipendi dei dipendenti. Tanto che il Palazzo Civico, con una decisione di giunta, ha stabilito di anticipare all'azienda che gestisce il ciclo dei rifiuti (in mano al Comune al 100%) un milione e 700mila euro, il totale dei fondi che l'ente dovrebbe alla partecipata per il 2010.
Grazie a questi soldi, e ad altri 3 milioni di euro che l'azienda di via Bandi sembra debba ricevere proprio in questo periodo come finanziamento dalla Regione, pare che Aamps sarà presto in grado di saldare i debiti accumulati, pagando le fatture arretrate ai molti fornitori e continuando ad addebitare gli stipendi ai lavoratori.
A lamentare il mancato pagamento sono una serie di imprese che forniscono vari servizi all'azienda: lamentele espresse a voce direttamente ai responsabili dell'Aamps e, in alcuni casi, tramite alcune righe di protesta inviate alla nostra redazione.
In sintesi sembra che Aamps non saldi le fatture che i fornitori hanno emesso nei suoi confronti già da alcuni mesi. In alcuni casi si tratta di fatture che risalgono all'estate del 2009. In pratica l'azienda, sebbene sui contratti stipulati con i fornitori sia inserita la clausula di pagamento entro 90 giorni, non ha ancora provveduto a farlo. Molti dei fornitori sono riusciti a tirare avanti grazie all'anticipo fatture messo a disposizione dai loro istituti di credito. Ma l'anticipo credito ha una durata massima di 120 giorni. Una volta scaduto questo periodo la banca riprende i soldi anticipati e pure gli interessi. Così adesso molti imprenditori che lavorano con Aamps non solo non sono stati pagati dall'azienda, ma, con la storia degli interessi sull'anticipo, ci hanno anche rimesso dei soldi di tasca propria. E adesso sono stanchi di non essere pagati per attività che hanno già fornito all'azienda.
Del resto, che ci siano ritardi nei pagamenti delle fatture lo ha comunicato l'azienda stessa, che, con una lettera destinata ai suoi fornitori e datata 18 febbraio 2010, chiarisce come le sue difficoltà finanziare siano da collegare principalmente all'incertezza dell'applicazione, per l'anno in corso, dell'Iva sulla Tia. È ormai cosa nota che nel luglio scorso la Corte costituzionale ha dichiarato incostituzionale l'applicazione dell'Iva sulla tariffa di igiene ambientale. Il fatto è che lo Stato, tramite l'agenzia delle Entrate continua apretendere dai Comuni il pagamento di quel 10% corrispondente all'Iva sulla Tia. L'azienda, interpellata, ha ammesso di aver inviato la lettera sai fornitori, ma per il momento ha preferito non commentare la vicenda.
Alcuni chiarimenti arrivano da Palazzo Civico, da cui trapela addirittura la notizia delle possibili difficoltà di pagamento degli stipendi, ma anche quella che la giunta ha già deciso di anticipare ad Aamps un milione e 700mila euro che invece avrebbe dovuto spalmare nell'arco del 2010.
«Il problema - dice Claudio Ritorni, assessore comunale alle partecipazioni municipali - è che Aamps è costretta a emettere le bollette solo una volta all'anno, se questa operazione slitta l'azienda è in difficoltà».
E questo slittamento c'è stato, visto in attesa che il governo decida come derimere il rebus dell'Iva sulla Tia, Aamps ha deciso di rinviare la "bollettazione". «Non è che l'azienda - conclude - non voglia pagare le fatture. Su questa storia dell'Iva c'è un difetto legislativo a livello nazionale, ma entro il 15 aprile sapremo come il governo ha intenzione di risolvere questo problema. Allora Aamps sarà in grado di emettere le bollette e rientrerà anche nel regolare flusso dei pagamenti».
Grazie a questi soldi, e ad altri 3 milioni di euro che l'azienda di via Bandi sembra debba ricevere proprio in questo periodo come finanziamento dalla Regione, pare che Aamps sarà presto in grado di saldare i debiti accumulati, pagando le fatture arretrate ai molti fornitori e continuando ad addebitare gli stipendi ai lavoratori.
A lamentare il mancato pagamento sono una serie di imprese che forniscono vari servizi all'azienda: lamentele espresse a voce direttamente ai responsabili dell'Aamps e, in alcuni casi, tramite alcune righe di protesta inviate alla nostra redazione.
In sintesi sembra che Aamps non saldi le fatture che i fornitori hanno emesso nei suoi confronti già da alcuni mesi. In alcuni casi si tratta di fatture che risalgono all'estate del 2009. In pratica l'azienda, sebbene sui contratti stipulati con i fornitori sia inserita la clausula di pagamento entro 90 giorni, non ha ancora provveduto a farlo. Molti dei fornitori sono riusciti a tirare avanti grazie all'anticipo fatture messo a disposizione dai loro istituti di credito. Ma l'anticipo credito ha una durata massima di 120 giorni. Una volta scaduto questo periodo la banca riprende i soldi anticipati e pure gli interessi. Così adesso molti imprenditori che lavorano con Aamps non solo non sono stati pagati dall'azienda, ma, con la storia degli interessi sull'anticipo, ci hanno anche rimesso dei soldi di tasca propria. E adesso sono stanchi di non essere pagati per attività che hanno già fornito all'azienda.
Del resto, che ci siano ritardi nei pagamenti delle fatture lo ha comunicato l'azienda stessa, che, con una lettera destinata ai suoi fornitori e datata 18 febbraio 2010, chiarisce come le sue difficoltà finanziare siano da collegare principalmente all'incertezza dell'applicazione, per l'anno in corso, dell'Iva sulla Tia. È ormai cosa nota che nel luglio scorso la Corte costituzionale ha dichiarato incostituzionale l'applicazione dell'Iva sulla tariffa di igiene ambientale. Il fatto è che lo Stato, tramite l'agenzia delle Entrate continua apretendere dai Comuni il pagamento di quel 10% corrispondente all'Iva sulla Tia. L'azienda, interpellata, ha ammesso di aver inviato la lettera sai fornitori, ma per il momento ha preferito non commentare la vicenda.
Alcuni chiarimenti arrivano da Palazzo Civico, da cui trapela addirittura la notizia delle possibili difficoltà di pagamento degli stipendi, ma anche quella che la giunta ha già deciso di anticipare ad Aamps un milione e 700mila euro che invece avrebbe dovuto spalmare nell'arco del 2010.
«Il problema - dice Claudio Ritorni, assessore comunale alle partecipazioni municipali - è che Aamps è costretta a emettere le bollette solo una volta all'anno, se questa operazione slitta l'azienda è in difficoltà».
E questo slittamento c'è stato, visto in attesa che il governo decida come derimere il rebus dell'Iva sulla Tia, Aamps ha deciso di rinviare la "bollettazione". «Non è che l'azienda - conclude - non voglia pagare le fatture. Su questa storia dell'Iva c'è un difetto legislativo a livello nazionale, ma entro il 15 aprile sapremo come il governo ha intenzione di risolvere questo problema. Allora Aamps sarà in grado di emettere le bollette e rientrerà anche nel regolare flusso dei pagamenti».
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