Gioco
Sughere, una domenica di paura
Tre atti autolesionistici e un tentato incendio in una cella. La Uil: "Troppi pochi agenti penitenziari di fronte a un sovraffollamento insostenibile"
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Una domenica di fuoco alle Sughere di Livorno (tre atti autolesionistici e un tentato incendio in una cella). Ne da notizia la UIL PA Penitenziari, attraverso il proprio Segretario Generale Eugenio Sarno. "Ieri a Livorno - dice - il personale ha dovuto prestare soccorso ad un detenuto che aveva ingerito candeggina; successivamente è dovuto intervenire a prestare soccorso ad una altro detenuto che si era procurato profonde ferite con una lametta da barba.
Dopo qualche ora un terzo detenuto dapprima si è auto lesionato con una lametta e poi ha appiccato fuoco alla cella. Il tempestivo intervento di pochi uomini della penitenziaria in servizio ha scongiurato una intossicazione collettiva causata dai fumi sprigionatisi.
Anche a Trieste - prosegue la nota - sabato pomeriggio una decina di detenuti si sono azzuffati tra loro. Tra gli agenti penitenziari intervenuti a sedare la maxi rissa due hanno dovuto far ricorso alle cure dei sanitari per le ferite e le contusioni riportate".
Secondo la UIL PA Penitenziari questi episodi sono un chiaro sintomo delle tensioni che si registrano all'interno dei penitenziari italiani. "Oramai siamo allo stoccaggio e all'ammasso delle persone all'interno delle nostre prigioni - aggiunge Sarno -. Avendo superato quota 67mila detenuti mancano gli spazi fisici, per quanto inadeguati, a contenere tutta la popolazione detenuta. E' evidente che in tali condizioni, incivili e disumane, aumentino le tensioni che spesso si tramutano nello stillicidio di atti autolesionistici, fino ad atti estremi come il suicidio".
Dopo qualche ora un terzo detenuto dapprima si è auto lesionato con una lametta e poi ha appiccato fuoco alla cella. Il tempestivo intervento di pochi uomini della penitenziaria in servizio ha scongiurato una intossicazione collettiva causata dai fumi sprigionatisi.
Anche a Trieste - prosegue la nota - sabato pomeriggio una decina di detenuti si sono azzuffati tra loro. Tra gli agenti penitenziari intervenuti a sedare la maxi rissa due hanno dovuto far ricorso alle cure dei sanitari per le ferite e le contusioni riportate".
Secondo la UIL PA Penitenziari questi episodi sono un chiaro sintomo delle tensioni che si registrano all'interno dei penitenziari italiani. "Oramai siamo allo stoccaggio e all'ammasso delle persone all'interno delle nostre prigioni - aggiunge Sarno -. Avendo superato quota 67mila detenuti mancano gli spazi fisici, per quanto inadeguati, a contenere tutta la popolazione detenuta. E' evidente che in tali condizioni, incivili e disumane, aumentino le tensioni che spesso si tramutano nello stillicidio di atti autolesionistici, fino ad atti estremi come il suicidio".
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