Il Tirreno

Livorno

INCHIESTA

Domenici tre anni prima aveva dato 100.000 euro

L’ingegnere Paolo Domenici e la sede degli uffici comunali di via dei Pescatori
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L’ingegnere Paolo Domenici e la sede degli uffici comunali di via dei Pescatori

Quello che è certo è che l'ex dirigente del Comune, indagato per corruzione (oltre che per falso materiale e turbata libertà degli incanti) risponderà alle domande del magistrato. E che solo in seguito all'esito del confronto, verrà deciso se presentare o meno il ricorso per chiedere la revoca della misura cautelare degli arresti domiciliari

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LIVORNO. La strategia che sarà adottata dalla difesa di Paolo Domenici si conoscerà solo domani, al termine dell'interrogatorio di garanzia davanti al giudice per le indagini preliminari Paola Caporali. Quello che è certo è che l'ex dirigente del Comune, indagato per corruzione (oltre che per falso materiale e turbata libertà degli incanti) risponderà alle domande del magistrato. E che solo in seguito all'esito del confronto, verrà deciso se presentare o meno il ricorso per chiedere la revoca della misura cautelare degli arresti domiciliari.

Il motivo è evidente: l'ingegnere livornese cercherà di chiarire la propria posizione in merito all'accusa più pesante contenuta nell'inchiesta, quella riguardante i 100.000 euro ricevuti nel 2006 dall'imprenditore Piero Lorenzini (anche lui ai domiciliari) in qualità di socio della Fashion Light.
Secondo l'accusa, quei soldi rappresenterebbero la prova della corruzione: potrebbero infatti essere la tangente o il compenso versato all'allora dirigente dell'ufficio lavori pubblici e manutenzioni per le forniture di pali per l'illuminazione al Comune di Livorno che la società fiorentina Fashion Light si era aggiudicata a partire dal giugno 2004. Una ricostruzione che viene però contestata dai difensori delle persone coinvolte nell'inchiesta: quei soldi non avrebbero nulla a che vedere con l'incarico professionale di Paolo Domenici, anzi si tratterebbe solo di una restituzione di denaro.

A confermare questa ipotesi ci sarebbero i documenti che l'ingegnere ha consegnato alla Guardia di finanza giovedì scorso, durante la perquisizione dell'abitazione. Documenti che dimostrerebbero - tra l'altro - come tre anni prima, Domenici avesse dato una somma analoga all'imprenditore fiorentino.

E proprio di fronte al magistrato, nel corso dell'interrogatorio di domani, Domenici cercherà di provare la regolarità di quel passaggio di denaro. Al riguardo risulta anche che l'avvocato Alberto Uccelli abbia già presentato un'istanza perché il materiale fornito dall'ex dirigente comunale sia acquisito dal fascicolo di indagine.
Resta da capire se possano comunque configurarsi responsabilità penali nel comportamento tenuto dall'ingegner Paolo Domenici nell'assegnare, a trattativa privata, lavori alla Fashion Light di cui era socio attraverso una società fiduciaria.

 

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di Redazione web